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Nft, nuovi status symbol: all'asta dopo 30 anni il World Wide Web | VIDEO

Tim Berners-Lee mette in vendita il codice sorgente del primo browser che ha inventato 30 anni fa e che potrebbe fruttargli così i primi guadagni dopo aver rivoluzionato il mondo. All’asta finirà da Sotheby’s l’Nft del codice, la sua proprietà digitale: Matteo Viviani ci ha spiegato come funziona questo nuovo status symbol

Sono i nuovi status symbol virtuali: gli Nft, i “Non Fungible Token”, le “risorse non sostituibili” che permettono di comprarsi la proprietà virtuale, unica, spesso di rarità per cui si arrivano a spendere moltissimi soldi.

Ve ne abbiamo parlato in onda con il servizio di Matteo Viviani che vedete qui sopra. Per Tim Berners-Lee, il padre del World Wide Web, possono essere l’occasione di una rivincita economica su chi come Mark Zuckerberg o Jeff Bezos ha fatto miliardi di dollari anche grazie a lui.

L’informatico britannico Tim Berners-Lee più di trent’anni fa decise di rinunciare ai diritti e donare la sua invenzione al mondo. Nei laboratori del Cern di Ginevra aveva scritto il codice sorgente del primo browser. Ora quel codice sorgente andrà all’asta come Nft da Sotheby’s tra il 23 e il 30 giugno e gli porterà i primi guadagni trent’anni dopo quella scoperta straordinaria.

Si parte da mille dollari. Si prevedono cifre molto alte, visti i precedenti. L’Nft, che certifica la proprietà digitale unica di una persona, del primo tweet, del fondatore di Twitter Jack Dorsey, è stato venduto per esempio a 2,9 milioni di dollari. Questa volta andrà simbolicamente all’asta il web stesso. Se volete capire meglio cosa sono e come funzionano questi Nft, seguite tutto il servizio di Matteo Viviani qui sopra.

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