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Omicidio Agostino, condannato all'ergastolo il boss Nino Madonia | VIDEO

Dopo 32 anni dall’uccisione del poliziotto Nino Agostino e della moglie  Ida Castelluccio, il boss Nino Madonia è stato condannato all’ergastolo, mentre gli altri due imputati sono stati rinviati a giudizio. Un caso di cui ci siamo occupati con Gaetano Pecoraro

Dopo 32 anni dall’uccisione del poliziotto Nino Agostino e della moglie incinta, Ida Castelluccio, il boss Nino Madonia è stato condannato all’ergastolo per il duplice omicidio avvenuto il 5 agosto 1989. Il boss aveva optato per il rito abbreviato.

Con Gaetano Pecoraro, nel servizio del 28 febbraio 2016 che potete vedere qui sopra, abbiamo ripercorso i misteri e gli intrighi che avvolgono l’omicidio di Nino. “È morto perché faceva il suo dovere fino alla fine”, aveva detto alla Iena il padre di Nino, Vincenzo, che aveva dichiarato che non si sarebbe più tagliato la barba “finché non avrò la verità”. “La mia più grande paura è di non vedere chiuso questo processo”, ci aveva detto, “non vedere condannato chi ha ucciso mio figlio”. Ora, dopo 32 anni, la condanna per uno degli imputati è arrivata.

L’agente Agostino venne ucciso da due killer a colpi di pistola mentre entrava nella villa di famiglia a Villagrazia di Carini con la moglie, Ida Castelluccio, incinta di cinque mesi. Un mese e mezzo prima Nino aveva sventato l’attentato all’Addaura, ai danni del giudice Giovanni Falcone. Agostino, agente di polizia formalmente assegnato alle Volanti, collaborava con i Servizi segreti alle indagini per la cattura dei grandi latitanti di mafia. Agostino avrebbe fatto parte di una struttura di intelligence che, spiega la Dia, “in fase di reclutamento veniva rappresentata con la finalità della ricerca di latitanti, ma che in realtà si occupava di gestire complesse relazioni di cointeressenza tra alcuni infedeli appartenenti alle istituzioni e Cosa Nostra", riporta l'Agi. Rapporti quindi, secondo l’accusa, opachi. Agostino avrebbe compreso le reali finalità della struttura cui apparteneva e poco prima del matrimonio avrebbe deciso di allontanarsene. Secondo gli inquirenti ha pagato questa scelta con la vita.  

Nel nostro servizio, la Iena ha incontrato anche il boss Gaetano Scotto, che aveva negato non solo di essere responsabile dell’omicidio di Vincenzo Agostino ma anche di essere un affiliato delle organizzazioni mafiose. Era il 2016 e a proposito dell’omicidio dell’agente Agostino, aveva detto:  “Questo è tutto un processo che andrà in fumo, io non so niente”. Riferendosi al padre di Nino, Vincenzo, aveva aggiunto: “A me dispiace per il figlio, io non posso pensare quello che può sentire una persona quando gli muore il figlio”. Poco dopo il servizio, la Procura aveva acquisito questa nostra intervista.

Ora il gup ha rinviato a giudizio il boss Gaetano Scotto e Francesco Paolo Rizzuto, minorenne all’epoca dei fatti. Il primo è accusato di duplice omicidio aggravato, mentre il secondo risponde di favoreggiamento aggravato. Il 26 maggio è fissato l’inizio del processo. Vi terremo aggiornati. 

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