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Omicidio Mollicone, ascoltato chi ha ritrovato il corpo di Serena: “Sembrava una messinscena” | VIDEO

Si è tenuta un’altra udienza del processo per l’omicidio di Serena Mollicone. E' stato sentito il primo testimone che ha ritrovato il corpo della ragazza appena 20enne. Era il 3 giugno del 2001, da allora sono passati quasi 20 anni. Sono 5 gli imputati a vario titolo. Con Veronica Ruggeri abbiamo provato a fare luce su questo mistero

Mi fu subito chiaro che Serena non era stata uccisa lì e quelle caviglie così strette mi sembrarono una messinscena”. A parlare davanti ai giudici è Gabriele Tersigni. Fu il primo a vedere il cadavere di Serena Mollicone quel maledetto 3 giugno del 2001, a due giorni dalla scomparsa della ragazza appena 20enne. Con Veronica Ruggeri ci stiamo occupando di questa vicenda in cui secondo gli inquirenti ci sarebbero misteri e depistaggi.

Tersigni, oggi in pensione, è stato ascoltato durante le udienze del processo iniziato da poche settimane. “Si facevano tante ipotesi inverosimili dal satanismo al suicidio per depressione, ma quando andai da Mottola proponendo di indagare con decisione nella cerchia dei conoscenti, lui fu sorpreso, quasi indignato: ‘Che cosa vuoi dire con questo?’, mi rispose”, ha riferito. Franco Mottola era l’allora comandante della stazione dei carabinieri di Arce (Frosinone). Lui con sua moglie e suo figlio Marco assieme a due militari in servizio nel 2001 sono a processo per l’omicidio di Serena Mollicone. 

In questa vicenda che dura da 20 anni c’è un’altra morte non ancora chiarita: quella del brigadiere Santino Tuzi. Lui avrebbe riferito di essere stato tra le ultime persone ad aver visto in vita Serena nelle ore della sua scomparsa. Proprio quella mattina del 1 giugno 2001, la ragazza sarebbe stata vista in caserma ad Arce. Pochi giorni fa sua figlia Maria ha sentito le registrazioni delle dichiarazioni del padre. "Ho capito che aveva paura. La sua voce non era quella di sempre, piena di vita, di coraggio. Mio padre era spaventato", ha scritto sui social. L’uomo è morto misteriosamente nel 2008 pochi giorni dopo aver parlato ai magistrati proprio sulla morte di Serena. Per molti si è trattato di un gesto volontario, ma questa ricostruzione non convince pienamente chi lo conosceva bene. "La seconda registrazione parla del successivo interrogatorio, quello a cui viene sottoposto a distanza di qualche giorno dal primo. Ho sentito mio padre preoccupato, distaccato e che inspiegabilmente ritratta tutto". Il sottufficiale dell'Arma quindi prova a negare che Serena Mollicone possa essere entrata nella caserma di Arce quel venerdì di inizio estate del 2001.

Con Veronica Ruggeri vi abbiamo raccontato i tanti misteri di questa vicenda. Ci siamo messi anche sulle tracce di un carabiniere, oggi in pensione, che lavorava come appuntato nella caserma di Arce. “Io mi sono dimenticato tutto, ci sono volte che noi perdiamo la memoria”, ci dice l’ex militare. “Mi spiace perché proprio non c’ero… Perché se c’ero questa storia sarebbe finita già da tanto”. Una frase molto forte detta da un carabiniere: che cosa avrebbe potuto fare dopo la morte di Serena? “Ho dato vari spunti a livello investigativo. Poi è successa una guerra fra noi”. Questi spunti avrebbero creato tensioni tra i colleghi? Che cos’è successo a quei carabinieri dopo l’omicidio? Possibile che il brigadiere Tuzi sia una vittima di quella guerra?
 

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