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L'Oms: fermate la vendita di animali selvatici vivi nei mercati | VIDEO

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Il comunicato chiede la sospensione globale per prevenire i rischi di eventuali altre pandemie, assieme ad altre misure. In uno di questi mercati, secondo alcune accreditate teorie, sarebbe avvenuta la trasmissione all’uomo del Covid. Di tutto questo e dei traffici illegali mondiali ci ha parlato nell’aprile 2020 Gaston Zama

L’Organizzazione mondiale della sanità chiede al mondo lo stop alla vendita di animali selvatici vivi nei mercati. La sospensione è chiesta come misura di emergenza perché questo potrebbe favorire la diffusione di malattie infettive come si ipotizza sia potuto succedere anche in Cina con il Covid. Proprio di questo argomento vi abbiamo parlato nell’aprile 2020 con il servizio di Gaston Zama che potete vedere qui sopra.

"Gli animali, in particolare quelli selvatici, sono la causa di più del 70% di tutte le nuove malattie infettive trasmesse agli esseri umani, molte delle quali determinate da nuovi virus", recita il comunicato congiunto di Oms, Organizzazione mondiale per la salute animale e Programma ambientale delle Nazioni Unite. "I mammiferi selvatici, in particolare, rappresentano un rischio reale per la comparsa di nuove malattie". Proprio la trasmissione del coronavirus all'uomo in questo modo è una delle teorie principali del team incaricato dall’Oms di indagare sulle origini del Sars-CoV2.

Vengono chiesti, oltre alla sospensione, anche migliori condizioni igieniche nei mercati tradizionali, nuove norme per controllare allevamento e vendita di animali selvatici destinati al consumo umano, di formare ispettori veterinari per farle applicare e sistemi di sorveglianza capaci di identificare rapidamente nuovi eventuali agenti patogeni, assieme a informazione e sensibilizzazione per commercianti e clienti. L’obiettivo è quello di bloccare nuovi eventuali pandemie.

Il nostro Gaston Zama già l’anno scorso, nell’aprile 2020 aveva parlato nel servizio che vedete qui sopra con David Quammen, scrittore e divulgatore scientifico, autore del libro “Spillover” in cui sembrava profetizzare quanto potrebbe essere accaduto e addirittura l’eventuale origine: un wet market cinese, un mercato cioè in cui si vendono animali selvatici vivi, sottolineando le colpe dell’uomo. “Il Covid-19 rispecchia ciò che le persone stanno facendo al pianeta, ora più che mai”, sostiene. “Non sono un profeta, ho solo scritto quello che mi dissero alcuni saggi scienziati”.

Dietro la pandemia e il rischio di altre future potrebbe esserci in particolare il folle sfruttamento degli animali da parte di noi esseri umani anche in quei mercati che l’Oms vuole fermare, che ovviamente non sono presenti solo in Cina. Ne parliamo anche con Andrea Crosta, cofondatore di Earth League International, un gruppo di lotta contro i crimini ambientale.

Con “migliaia di animali chiusi in piccole gabbie, vivi o mezzi morti” ci sarebbero infatti “condizioni ideali” per permettere a un virus di passare da una specie all’altra. L’ipotesi per il coronavirus è che sia passato dal pipistrello al pangolino, venduto illegalmente per il consumo umano soprattutto in alcuni mercati cinesi, e poi da questo all’uomo attraverso i contatti in questi mercati. Isolarci da questa catena di possibile contagio sarebbe fondamentale per prevenire le pandemie: è la direzione a cui punta la richiesta dell’Oms. Di tutto questo, assieme alle enormi dimensioni del traffico illegale di animali nel mondo, ci parla nel servizio qui sopra Gaston Zama.

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