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Tre orsi “condannati all'ergastolo” in Trentino. Le immagini del Casteller | VIDEO

Le immagini degli attivisti che sono riusciti a entrare all’interno del Casteller in Trentino hanno fatto molto scalpore, denunciando le condizioni di reclusione di tre orsi. Nina Palmieri racconta la situazione degli orsi in quei territori

“Un lager, gli orsi sono in delle gabbie”. Le immagini degli attivisti che sono riusciti a entrare all’interno del Casteller in Trentino hanno fatto molto scalpore, denunciando le condizioni di reclusione di tre orsi.

Il Trentino è da secoli casa degli orsi, ma a un certo punto le cose iniziano a cambiare. Nel 2007 un’orsa  viene catturata e portata in Germania. La sua colpa? Aver predato alcuni capi di bestiame. Nel 2011 avviene un altro episodio con un’altra orsa. “Viene catturata e condannata all’ergastolo nel lager del Casteller”, racconta Marco Ianes, insegnante e ambientalista, a Nina Palmieri. “Sono quasi 10 anni che è lì”.

“L’orso è un animale assolutamente pacifico, che cerca i tutti i modi di evitare di non venire a contatto con l’uomo, non a caso si dice ‘sei un orso’” spiega a Nina Palmieri Antonio, un veterinario che studia gli orsi da tantissimi anni.

Nel 2014 avviene un altro episodio. Un uomo si imbatte nei boschi in un’orsa con i suoi cuccioli. “L’orsa ha avvertito il pericolo e l’ha aggredito”, racconta Marco. Ma su come si sia arrivati al contatto “non è stata fatta chiarezza”, conclude. L’uomo ha riportato diverse ferite e così è partita una caccia all’orsa, finita in tragedia: l’animale muore. Un episodio che ha posto un interrogativo fondamentale: chi sta sbagliando, l’orso o l’uomo? Nel 2017 un orso torna sulle pagine dei giornali e anche se le circostanze dell’incontro sono poco chiare, c’è un colpo di scena: l’uomo avrebbe aggredito l’orso.

Quando Maurizio Fugatti, esponente della Lega, diventa Presidente della Provincia Autonoma di Trento, mette le cose in chiaro. “Ha voluto una legge che prevedeva che gli orsi ritenuti pericolosi potessero essere abbattuti senza nessun tipo di autorizzazione da parte del ministero”, racconta il consigliere provinciale Filippo De Gasperi.

Nel 2019 un altro orso viene catturato e portato al Casteller. Ma per ben due volte riesce a scappare diventando così l’orso più famoso del mondo e finendo sui giornali internazionali. Contro una nuova cattura si schiera l’allora ministro dell’Ambiente Sergio Costa. Ma l’orso viene preso ancora una volta e portato al Casteller.

“La Provincia ha ridotto il contingente dei custodi forestali, erano 170 e l’hanno ridotto a 130. Poi non sorprendiamoci se ci troviamo con un’orsa con i cuccioli sull’uscio di casa”, dice De Gasperi. “È chiara e netta la volontà che si preferisce arrivare a quella che io definisco la soluzione finale”, continua Marco. E cioè investire nel luogo dove gli orsi considerati problematici vengono rinchiusi: il Casteller .

“Sappiamo che c’è in previsione il progetto di sistemazione dell'area, si parla di 630mila euro più la manodopera. La stima parlava di un milione e 200mila euro”, dice De Gasperi. Soldi che si aggiungo ai 160mila euro investiti per fortificare la recinzione negli anni scorsi. “Io mi chiedo: sono soldi pubblici, qualcuno dovrà rendere conto di questo. Abbiamo anche fatto un esposto alla Corte dei Conti”, racconta Marco.

A settembre 2020 i carabinieri del Cites riescono ad entrare nel Casteller e scrivono: “Tutti gli orsi versano in una situazione psicofisica molto severa. Le condizioni di detenzione non garantiscono condizioni di benessere degli esemplari”. Uno degli orsi, si legge, “ha smesso di alimentarsi”, un altro “ripete costantemente dei movimenti in maniera ritmata”. L’amministrazione si era difesa dicendo che quelle condizioni fossero dovute al fatto che c’erano dei lavori. Ma dopo qualche settimana sono entrati anche gli attivisti e hanno documentato le condizioni degli animali. Su quelle condizioni siamo andati a chiedere delle spiegazioni all'assessore Giulia Zanotelli. "C'è un veterinario che li segue", ci ha detto. 

“Rispetto ai danni causati da questi orsi non c’è una proporzione con la pena che stanno subendo. Loro attualmente  sono condannati all’ergastolo”, conclude Marco. 

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