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Don Patriciello dopo la “stesa” armata in strada: “Qui è l'anticamera dell'inferno” | VIDEO

Una nuova “stesa”, una feroce esibizione dimostrativa criminale con motocicli che sfrecciano sparando per le strade, nel Parco verde di Caivano, periferia difficilissima del Napoletano. Il prete anticamorra e della Terra Fuochi Maurizio Patriciello è costretto a chiudere i campi estivi per i bambini e denuncia il nuovo incubo e il terrore per un’escalation dall’altare e in una lettera-appello, ricordando la capacità di unirci nella vittoria agli Europei

“Qui è l'anticamera dell'inferno, è una vergogna grande come il Monte Bianco. È una di quelle zone franche, e ce ne sono altre in Italia, dove comanda la criminalità organizzata. Ma qui c’è anche gente che con la camorra non c’entra nulla, che non vuole averci nulla a che fare. Chi si farà carico di questa gente, umiliata e discriminata?”.

Don Maurizio Patriciello lancia il suo nuovo grido di dolore. È il prete della chiesa di San Paolo Apostolo del Parco Verde di Caivano, area metropolitana di Napoli, da sempre in prima linea nella lotta alla camorra, ai rifiuti tossici della Terra dei Fuochi e a ogni illegalità e miseria in questa periferia difficilissima fatta di cemento e troppa povertà. Noi de Le Iene siamo sempre stati al suo fianco con Nadia Toffa. In novembre siamo tornati a raccontare le sue battaglie e la i gravi problemi di quest’area in tempi di Covid con il reportage di Giulio Golia che trovate qui sopra.

Il nuovo grido di dolore di don Patriciello è arrivato dopo che c’è stata una nuova “stesa”, una feroce esibizione dimostrativa criminale con motocicli che sfrecciavano sparando per le strade. “A bordo di una dozzina di moto di grossa cilindrata che sfrecciavano per i nostri viali, una ventina di persone armate di tutto punto hanno sparato all’impazzata seminando terrore tra la gente”, ha appena scritto il sacerdote in una lettera aperta al quotidiano Avvenire. “Eravamo in chiesa per la catechesi degli adulti, abbiamo sentito gli spari, abbiamo capito, per quanto possibile, ci siamo tutelati. Sono quelli attimi interminabili di angoscia in cui non sai decidere che cosa sia meglio fare. Ho saputo poi da chi ha avuto la sfortuna di incrociarli o era affacciato al balcone, che erano tutti giovanissimi. Qualcuno addirittura, a torso nudo, impugnava un kalashnikov che sputava fuoco verso l’alto”.

“I 'terroristi' non erano del 'Parco Verde' ma venivano da fuori per prendere il controllo delle piazze di spaccio del quartiere, approfittando del fatto che la maggior parte dei boss locali è finita in galera”, prosegue. “Ovviamente questo imperdonabile affronto deve essere punito nel più severo dei modi, per spegnere i bollori dei nuovi pretendenti e rimettere le carte a posto. In poche parole ci aspettiamo, da un giorno all’altro, la vendetta degli 'offesi'. Dove e quando avverrà, non saprei dirlo. So solo che, intanto, viviamo nel terrore”.

Data la drammaticità della situazione don Patriciello si è trovato costretto a sospendere i campi estivi per i bambini: “Oggi le strade sono deserte, dopo la grande sbornia dei festeggiamenti per la vittoria dell’Italia all’Europeo. I bambini non scendono a giocare in strada e io voglio ridurre al minimo i rischi, non me la sento di farli venire per i campi estivi”.

Lancia anche un nuovo appello al Capo dello Stato, al ministro all’Interno e a tutti, ricordando la gioia collettiva della vittoria agli Europei di calcio: “Domenica sera, eravamo tutti italiani: stessi sentimenti, stessa ansia, stessa gioia nel cuore. Possiamo continuare a esserlo anche oggi? Domenica scorsa eravamo tutti uniti per sconfiggere la rivale squadra inglese. Possiamo unirci anche oggi per sconfiggere quel potentissimo nemico degli italiani, in particolar modo dei bambini, che va sotto il nome di camorra?”.
 

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