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Attività chiuse e i nuovi ristori: “Non ci copriamo nemmeno le spese“ | VIDEO

I nuovi ristori varati dal governo per sostenere le imprese costrette a chiudere per il coronavirus sono davvero sufficienti? Il nostro Alessandro De Giuseppe ci spiega che le attività ricevono mediamente tra il 2 e il 5% della perdita del fatturato: “Non basta nemmeno per coprire le spese”, ci raccontano alcuni di loro

Ci sentiamo presi in giro”. Si potrebbe riassumere così il pensiero di molti imprenditori incontrati dal nostro Alessandro De Giuseppe. La Iena ha cercato di capire con loro - e con l’aiuto di un commercialista - se i nuovi ristori varati dal governo italiano siano sufficienti per sostenere le imprese in difficoltà.

Il quadro che ne esce è piuttosto sconfortante: mediamente le attività ricevono una tantum tra il 2 e il 5% della perdita di fatturato rispetto al 2019. Ma, ci raccontano alcuni imprenditori, quella cifra “non basta nemmeno per coprire le spese”. 

Come tutti sappiamo, da ormai molto tempo le attività ritenute non essenziali sono state costrette a chiudere: “Per me tutte le attività sono essenziali”, ci racconta Nadir, che gestisce una palestra. “Io con questa attività do da mangiare a mio figlio, pago le bollette e vado in vacanza. Nel 2019 ho fatturato quasi 160mila euro”, aggiunge ancora Nadir. “Nel 2020, 80mila euro. Di ristoro mi spetta circa 3.300 euro”.

Sono stanco, perché ho tante responsabilità verso i miei dipendenti e verso la mia famiglia”, ci racconta Dario, un ristoratore. “Nel 2019 ho fatturato 550mila euro. Nel 2020 quasi la metà, di ristoro si parla di circa 6mila euro”. E sono tante altre le storie simili, come potete vedere nel servizio di Alessandro De Giuseppe in testa a questo articolo.

Sono tanti gli imprenditori che non sanno più come tirare avanti: la Cgia di Mestre calcola che nel 2020 le attività abbiano perso 420 miliardi di euro di fatturato. Sono invece 145mila le aziende che rischiano di fallire. “Questo è un anno in cui non si chiedono soldi, ma in cui si danno soldi”, ha detto recentemente il nuovo presidente del Consiglio Mario Draghi. 

Il nostro Alessandro De Giuseppe ha provato a chiedere al ministro dell’Economia Daniele Franco perché i rimborsi sono così bassi: per adesso, però, non abbiamo avuto risposta.

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