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“Io, mamma con la sclerosi multipla, per vaccinarmi non ho tempo di aspettare il mio turno”

Ci ha contattato Erika, una mamma single di 30 anni di Rimini. La sclerosi multipla la sta obbligando a cambiare terapia che le abbasserà le difese immunitarie. Chiede di anticipare la sua dose di vaccino contro il Covid-19, ma nessuno le dà certezza sui tempi. E intanto la malattia avanza

Chiedo solo di anticipare la mia dose di vaccino contro il Covid. Ho la sclerosi multipla e devo cambiare terapia con urgenza”. Erika è una mamma single di 30 anni di Rimini. A Iene.it racconta la sua odissea da un mese a questa parte. 

“Ogni giorno che passa è tempo prezioso che perdo e intanto la mia malattia avanza”, dice. È il 27 gennaio, quando Erika si sottopone a un controllo. “La risonanza ha evidenziato un aumento delle lesioni dovute alla sclerosi multipla. La malattia galoppa e i medici mi hanno proposto di cambiare terapia che però mi abbasserà a zero le difese immunitarie”, spiega Erika. 

Una situazione ancora più delicata a causa della pandemia in corso. I medici le paventano due possibilità: “Per non rischiare dovrei subito sottopormi al vaccino oppure iniziare la mia nuova cura ma per almeno 3 mesi dovrò rimanere isolata a casa”, racconta Erika. Una situazione impensabile per una mamma da sola con una bambina di 8 anni che deve anche lavorare. “Sono un’addetta alle vendite a contatto con la gente e non voglio ricevere trattamenti diversi da altri mancando dal lavoro per 3 mesi”, spiega e Iene.it. “Ma soprattutto non posso non vedere mia figlia per tutto quel tempo, ma il virus attacca anche i più piccoli”. Erika si è subito rivolta ai medici di Rimini e alle istituzioni del suo Comune. “Mi ha risposto solo un medico dicendo che avrei dovuto aspettare il mio turno”, dice. 

Le linee guida del governo confermano che “le persone con immunodeficienza o in trattamento con farmaci immunomodulanti devono essere vaccinate nelle prime fasi, in quanto maggiormente suscettibili di ammalarsi”. Ma al momento nessuno è stato in grado di rispondere con precisione a Erika. “Entro l’inizio di marzo devo dare una risposta ai medici, anche perché dalla prima dose di vaccino all'inizio della nuova terapia passerebbe un altro mese e la malattia avanza. Tante altre persone in Italia sono nella mia stessa situazione, chiedo solo che qualcuno mi ascolti perché c’è in ballo la salute”.

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