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La scomparsa di Antonio e Stefano Maiorana | VIDEO

Il 3 agosto 2007 Antonio Maiorana, imprenditore palermitano, e il figlio Stefano di 23 anni sono spariti nel nulla. Da allora nessuno ha saputo quale sia stata la loro sorte: anche se molti propendono per il duplice omicidio, gli inquirenti non escludono un allontanamento volontario. Il nostro Ismaele La Vardera ci racconta questa storia e i molti dubbi che la circondano

Negli scorsi mesi dalle acque del Lago Garcia, in provincia di Palermo, sono riemersi i resti di due cadaveri. Rossella Accardo è una donna che a quei resti potrebbe essere legata. Nell’agosto del 2007 infatti suo figlio Stefano di 23 anni e il padre del ragazzo, Antonio Maiorana, sono spariti nel nulla poco dopo essere andati a un importante appuntamento di lavoro.

Un mistero mai risolto. Da 13 anni Rossella spera che il figlio sia ancora vivo, nascosto per paura da qualche parte. Stefano non è l’unico figlio che ha perso: un anno dopo quella scomparsa, anche il suo secondo genito Marco è morto gettandosi dal balcone di casa. Una morte che potrebbe avere a che fare con la scomparsa del fratello e del padre: prima di togliersi la vita, ha lasciato su un fumetto un’inquietante scritto. 

Parla di un ricatto che il padre avrebbe fatto a un importante imprenditore edile palermitano e di alcune prove che lui stesso avrebbe distrutto. Su tutta la vicenda aleggia la figura del boss mafioso Matteo Messina Denaro

Per cercare di far luce su questa vicenda bisogna parlare del padre di quei due ragazzi, Antonio Maiorana. “Amava definirsi un imprenditore”, racconta Rossella Accardo al nostro Ismaele La Vardera. Dopo la maturità inizia a lavorare con lo zio, un importante costruttore palermitano. Proprio sul lavoro Rossella e Antonio si conoscono. Le cose vanno bene, finché lo zio muore.

Venendo meno lui, tutto andò in malora”, racconta Rossella. Economicamente sono anni duri e Antonio prova più volte a mettere in piedi progetti imprenditoriali che però non decollano. Con il tempo il matrimonio va in crisi e i due divorziano. 

“Il 3 agosto 2007 un meteorite mi è arrivato addosso”, racconta Rossella ricordando il giorno della scomparsa di Antonio e del figlio Stefano. “Si erano recati all’isola delle Femmine, presso il cantiere dove si stavano costruendo 50 unità abitative”, racconta l’avvocato della famiglia. Tra i soci della società che costruiva quegli immobili c’era Francesco Paolo Alamia, personaggio importante per questa vicenda.

“È un imprenditore che ha fatto un pezzo di storia dell’edilizia palermitana”, ricorda l’avvocato. “Ha una storia notevole”. Lui e Antonio si conoscono dai tempi in cui quest’ultimo lavorava per lo zio. In vent’anni hanno spesso lavorato insieme, anche come soci. Alamia venne indagato - e ora c’è una richiesta di archiviazione - per aver ucciso Antonio e Stefano: Rossella però ha un ricordo molto positivo dell’uomo.

Com’è possibile che si fosse arrivati a quell’accusa? Prima di rispondere vediamo cosa sarebbe accaduto quella mattina: “Il fratello Marco non era contento che Stefano andasse a quell’appuntamento”, sostiene l’avvocato della famiglia. “Andarono a prendere un caffè in un bar lì vicino”. Poi “rientrati in cantiere, di lì a poco Stefano e Antonio si sono congedati”, ricorda Rossella. Si allontanano insieme a bordo di una Smart bianca “e si perdono le loro tracce”.

Da questo momento in poi sarebbero accadute una serie di stranezze che cercheremo di raccontare. Il primo ad accorgersi che qualcosa non andava è il fratello Marco. “Quella mattina Alamia chiama per chiedere notizie del padre”, racconta Rossella. “Marco prova a chiamarli ma non rispondevano”. Antonio e Stefano risultano introvabili.

La compagna di Antonio, Karina, è la prima persona avvisata da Marco. Per comunicare la notizia della scomparsa del fratello e del padre alla mamma, il ragazzo avrebbe convocato a casa del padre e di Karina un amico di famiglia, che chiameremo Salvatore. Salvatore trova strano il luogo dell’appuntamento, perché da tempo i due fratelli vivevano in una casa per conto loro: “Appena arrivato la trovai Karina, insieme a un signore che non conoscevo, che maneggiavano la porta cercando di cambiare le serrature”.

“Appena entrai Marco mi raccontò che dal giorno prima non aveva più notizie del fratello e del padre”, racconta Salvatore. “Era impaurito, alla fine del discorso mi chiese se lui e Karina avevano qualcosa da temere”. C’era qualcosa che Marco sapeva o intuiva di quella inspiegabile sparizione? 

Secondo il racconto di Rossella, dopo averlo invitato a casa, Marco avrebbe risposto di poter stare “solo con Karina in questo momento”. La notte tra il 4 e il 5 agosto la Smart viene trovata in un parcheggio dell’aeroporto, dei due però non ci sono tracce. Le telecamere di sorveglianza erano “spente”, ci racconta l’avvocato della famiglia. “Chi trasporta questa vettura probabilmente è a conoscenza che quelle telecamere sono spente”, dice ancora il legale.

“Il capitano che mi interrogava mi disse: ‘lei lo sa, la zona, i Lo Piccolo…’”, racconta Rossella. I Lo Piccolo di cui avrebbe parlato il capitano sono Salvatore e Sandro, a quel tempo boss palermitani, il cui territorio si espandeva fino al confine della provincia di Trapani, il “regno” di Matteo Messina Denaro. “Col senno di poi ho realizzato che quella scomparsa veniva letta come un’azione criminale”, dice Rossella.

A spingere in quella direzione ci sarebbe anche un messaggio anonimo che Marco avrebbe ricevuto sul suo telefono: “I Maiorana sono vittime di lupara bianca”. Nessuno sa però se quel messaggio fosse o meno attendibile. Gli inquirenti, sebbene ritengano come più probabile la pista del duplice omicidio, non escludono l’ipotesi di un allontanamento volontario. 

Rossella si aggrappa a quel pensiero, e giungono anche segnalazioni dall’estero che però si rivelano infondate. Ancora oggi Rossella crede che i due siano vivi. La notizia che i due corpi trovati nel Garcia non sono quelli di Antonio e Stefano da una parte tiene vive la speranza di Rossella, dall’altra allontana l’ipotesi di un processo. Ci sono ancora molte domande senza risposta: potete trovarle nel servizio di Ismaele La Vardera e Giulio La Monica qui sopra.

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