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I senzatetto di Roma: un mondo inimmaginabile a pochi passi dal cuore della Capitale | VIDEO

Siamo andati alla ricerca di David, un liberiano che vive a Roma nello spartitraffico del Muro Torto. La ricerca ci ha portato in un viaggio incredibile tra le strade di Roma, dove Giulio Golia incontra chi non ha un tetto sopra la testa e proviene da tutto il mondo

Un viaggio incredibile tra le strade di Roma. Giulio Golia incontra chi non ha un tetto sopra la testa, in un viaggio pieno di umanità e fatto di volti che provengono da tutto il mondo. Tutto inizia con la storia di David uscita sul Corriere della Sera: un liberiano che vive a Roma nello spartitraffico del Muro Torto, la grande arteria che scorre nel centro della città. Siamo andati  a cercare quest’uomo per capire come sia possibile vivere lì.

Questa ricerca ci ha portato in un mondo davvero inimmaginabile a pochi passi dal cuore della Capitale. Prima di trovare David, incontriamo tre persone in un sottopassaggio, tra spazzatura, cibo nuovo e avariato. “Vengo dalla Russia”, ci dice Olga, che racconta di essere in Italia da vent’anni e di vivere nel sottopassaggio da qualche tempo. Nella sua vita precedente, in Russia, Olga, ci racconta, era una cuoca. Poi è venuta da noi in cerca di fortuna, ma dopo aver finito i soldi e perso il lavoro, finisce per strada. “Dammi un lavoro, lascio il vino”, dice alla Iena. “Voglio un lavoro, sono una persona normale, ho 55 anni”.

Nella nostra ricerca di David, andiamo a Villa Borghese a chiedere di lui, ma non c’è. Nel cercarlo, ci troviamo davanti a una grande vergogna della pubblica amministrazione: un agglomerato di stalle costruito nel 2015 per ospitare le botticelle romane, che però non hanno visto neanche un cavallo perché dichiarate inagibili e finite sotto sequestro per abuso edilizio. Un enorme e assurdo spreco. Vediamo però diverse tracce di persone che ci vivono. L’abbandono, infatti, ha trasformato tutto questo in una specie di villaggio di senzatetto.

Incrociamo un ragazzo che si definisce “cittadino del mondo”. “Sono del Sahara occidentale, sono nomade là”, racconta. “Nel mio paese ci siamo fatti la guerra fino al ‘91, per questo siamo arrivati qua”. E prima di arrivare in Italia ci racconta di aver girato l’Europa. “Siamo tutti esseri umani, non puoi giudicare l’altro”, dice il ragazzo. Gli facciamo vede la foto di David e qualche giorno dopo ci chiama e ci informa che David è tornato nella sua sistemazione.

Finalmente lo incontriamo. “Sono in Italia da troppo tempo”, racconta a Giulio Golia David, 43 anni. “Da diciotto anni. Sono venuto con la barca, ho pagato 2mila euro”. David, ci racconta, dorme in tanti posti diversi, ma va in quel punto nello spartitraffico per lavare i vestiti e riposarsi. Ci racconta che non è facile: “il colore nero a qualcuno piace, a qualcuno no. Qui non ruba nessuno, non dà fastidio nessuno. Ma la gente passa e mi offende, però non sanno la storia di una persona”.

Giulio Golia incontra altre persone che vivono per strada, da Luigina a Isabel, cuoca siciliana trapiantata a Roma. Quello che colpisce è la serenità di queste persone, la loro compostezza, la loro gentilezza e organizzazione.

Le associazioni che aiutano le persone di strada sono tantissime e il volontariato è davvero uno dei nostri più grandi orgogli. Come i City Angel, che a Roma ogni venerdì sera girano per i luoghi di maggior ritrovo per offrire pasti caldi e un po’ di compagnia. E una sera siamo andati con loro.

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