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La storia di Stefano Barilli: prima di sparire “era cambiato” | VIDEO

Stefano Barilli si era allontanato all’improvviso dalla casa in cui viveva con la madre e la sorella a Piacenza lo scorso febbraio: pochi giorni fa è stato ritrovato morto, forse suicida. Qualche settimana fa il nostro Gaston Zama aveva parlato con la madre, Natasha: lei ci racconta di aver visto un forte cambiamento nel carattere di suo figlio, apparentemente dopo essersi avvicinato a presunti ‘guru del web’

Stefano Barilli, 23 anni, si era allontanato all’improvviso dalla casa in cui viveva con la madre e la sorella a Piacenza lo scorso febbraio. Da quel giorno sua madre Natasha aveva fatto diversi appelli, spiegando anche quelli che secondo lei erano i motivi che avevano spinto suo figlio ad allontanarsi, come potete vedere nel servizio di Gaston Zama in testa a questo articolo.

Qualche settimana fa il nostro Gaston Zama era andato a incontrare Natasha, una lunga chiacchierata che ancora non vi avevamo mostrato. Ve la mostriamo adesso, perché da mesi stiamo lavorando ad una serie di servizi sul mondo dei presunti ‘guru del web’. Un mondo che Natasha fin dall’inizio di questa vicenda ha identificato come motivo centrale di un forte cambiamento nel carattere di suo figlio.

Una situazione che in questi mesi non ci ha raccontato solo lei, ma anche una serie di genitori che abbiamo incontrato in giro per l’Italia. E tutti a un certo punto ci parlano di un cambiamento radicale nei comportamenti dei figli. Una trasformazione che secondo loro sarebbe avvenuto a seguito dell’avvicinamento a gruppi di presunti guru in grado in qualche modo di fargli svoltare la vita in breve tempo, raggiungendo con facilità successo e denaro. Tanto denaro, tanto da comprarsi una Lamborghini, viaggiare in jet privato e vivere in luoghi esotici, gestendo il proprio patrimonio da bordo piscina. 

E’ importante sottolineare che adesso non cercheremo di approfondire le cause di questo presunto suicidio, ma riporteremo solo l’ipotesi della madre sul perché suo figlio - a quanto sostiene - a un certo punto avrebbe cambiato carattere. “Stefano scompare la notte tra il 7 e l’8 febbraio, portando con sé la SIM del telefonino, l’hard disk e cancellando tutti i dati dai dispostivi che lascia a casa”, racconta mamma Natasha a Gaston Zama.

Perché ha cancellato tutto: “Per far si che non potessi capire con chi aveva avuto contatti, i siti che ha guardato”, replica lei. “L’unica traccia che ho potuto seguire è il passato”. Come ci racconta ci sarebbe stato “un cambiamento davvero molto repentino”. 

Natasha identifica il primo step di questo mutamento un paio di anni fa: “Viene in contatto con questi ragazzi che si guadagnano da vivere da casa”, a quanto pare amici appassionati di trading online. “Tutte questa attività con cui da casa si può guadagnare senza fare troppa fatica”. E per farlo Stefano vorrebbe trasferirsi da Piacenza a Milano. “Gli ho detto di sì”, racconta mamma Natasha. “Ho sempre accettato e condiviso qualsiasi sua esperienza”.

Una volta a Milano Stefano avrebbe iniziato ad avvicinarsi al trading online solo tramite una serie di corsi online che trova in rete. “E lo condivideva con me, è entusiasta”. A un certo punto “inizia a parlare di cose che mi fanno preoccupare”, tipo il Forex e anche di “leva finanziaria, criptovalute, comincia a fare questi discorsi che mi allarmano”. 

Stefano inizia anche a mettere mano al portafogli: “Ci ha messo su i soldi, perché aveva una piccola disponibilità”. La mamma lo avrebbe avvertito di fare attenzione: “Ho fatto la fine del Grillo parlante in Pinocchio, che lo metteva in guardia dal Gatto e la Volpe”. Poi a un certo punto, causa pandemia, Stefano torna a vivere a casa con sua madre e sua sorella.

Proprio in quel momento Natasha avrebbe capito quanto il trading online e le altre cose avessero assorbito la vita di suo figlio: “Lui si chiude nella sua camera davanti a due schermi, che visualizzano l’andamento delle Borse e delle valute. Io ho cercato di farlo socializzare, facendolo pranzare con noi, ma era difficile perché si era chiuso tantissimo”. Secondo il racconto della madre avrebbe seguito anche una serie di corsi collaterali. “Corsi abbastanza costosi”, racconta la madre, prevalentemente motivazionali: “Devi arrivare, devi farcela, non perdere tempo… e lui cercava di coinvolgermi”.

A detta di Natasha, Stefano avrebbe detto alla madre che lei aveva “un lavoro monotono, una vita piatta, ordinaria. Non un esempio da seguire. Io rispondevo che volevo una vita così, non tutti vogliamo una vita esagerata, spericolata. C’è gente come me che vuole una vita ordinaria, monotona. Normale”.  

Ha mai pensato che a suo figlio fosse scoppiata una passione, e che avesse scoperto un mondo che lo appassionava talmente tanto da non dormirci la notte? “Ci sono stati una serie di comportamenti che secondo me hanno manifestato il suo disagio”, racconta la madre. “Non si staccava mai, la sorella diceva ‘basta’, lui lamentava che i suoi amici non lo capivano. Lo invitavano a uscire e non rispondeva, venivano a suonare al campanello e lui trovava delle scuse”.

Tutto il suo tempo Stefano l’avrebbe dedicato al trading online, ai corsi e a nuove idee imprenditoriali. “Parlava di ‘multiasset’, investimenti e affitti, addirittura voleva mettere in affitto l’appartamento e mandare a vivere in affitto me”, racconta ancora la madre. “Si può far l’imprenditore partendo anche da piccole cose, il problema è che lui non voleva partire dal basso. Voleva partire già in alto, voleva arrivare ai 30 anni già miliardario”.

E durante il lockdown la prudenza di mamma Natasha cozzava con le nuove visioni di Stefano “perché era diventato molto critico”, racconta ancora lei. “‘Tu mi tarpi le ali’, mi diceva. No, io lo lasciavo libero, semplicemente gli dicevo che non poteva ottenere quello che voleva nel giro di un anno, mentre questi imbonitori propongono un traguardo molto ambizioso”. 

“Probabilmente è un modo di dire ‘i genitori non stimolano abbastanza i figli perché vogliono che facciano una vita come la loro, ordinaria. La routine, le stesse cose. Non può un giovane che vuole arrivare al successo avere a fianco una figura così normale’. Perché se io devo spiccare il volo non posso avere una zavorra, devo tagliare”, riflette mamma Natasha. 

E di questo taglio con il nucleo familiare come unica strada per raggiungere successo e denaro ce ne hanno parlato in tanti, come potete vedere nel servizio di Gaston Zama in testa a questo articolo. E spesso chi propone ai ragazzi la via del successo e dei soldi facili mostra una vita da sceicco, come ci spiega Germano Milite, giornalista e cacciatore di quelli che chiama ‘fuffaguru’: “Diciamo che in questo campo è come essere calciatori, i più anziani hanno 34/35 anni, sono i veterani. Cosa ti vendono? Ti dicono: vuoi diventare anche tu un imprenditore di successo mentre sei sul divano a guardare la tv o in spiaggia? Fai come me!”.

“Messaggi illusori, e i giovani sono maggiormente esposti perché nell’ultimo anno stanno vivendo una vita più virtuale che in presenza”, aggiunge l'intervistata. “I ragazzi vengono affascinati da questa ostentazione del successo immediato e facile, del guadagno”.

“I soldi non fanno la felicità ma sicuramente aiutano”, dice mamma Natasha. “Io però dico, diffidate da coloro che vi vendono la strategia per diventare milionari”. E qui c’è la domanda delle domande: se lei avesse in mano la strategia per fare i soldi, la darebbe in mano a qualcun altro? “Assolutamente no”.

In passato, stando al racconto di mamma Natasha, Stefano ha avuto due lutti importanti: “Ha perso il padre e il mio compagno, e in mezzo ha avuto una malattia grave che l’ha costretto alla chemioterapia. Sicuramente sono stati 5 anni terribili in cui lui deve aver avuto una grande difficoltà dentro di se. Ha fatto un anno di psicoterapia. Per la mancanza del padre, in età adulta l’assenza è stata ancora più forte e me lo diceva. A lui è sempre mancato un mentore, un uomo. E io temo che un mentore lo abbia trovato”.

Natasha, quando il figlio si è allontanato da casa, non ha solo cercato di capire il perché ma ha anche dato un’occhiata ai pagamenti sul conto corrente del figlio. Lì avrebbe trovato i nomi dei corsi che frequentava da qualche tempo, corsi creati da persone che Natasha si è messa a cercare: “C’è la pubblicità su internet. Basta mettere il numero di telefono e si viene contattati”, racconta lei. “Questo operatore mi ha detto che il guru di turno ha una strategia che viene offerta durante i corsi, che se viene seguita non si perdono soldi perché c’è un successo quasi garantito. Bisogna seguire molto bene i corsi però”.

“Parlano di Forex, di leva finanziaria, di criptovalute”, racconta ancora Natasha. “C’è una volatilità molto alta e si può guadagnare fino al 100%, mi diceva l’operatore. Penso a un ragazzo che vuole guadagnare bene e essere libero: ‘se questo va bene guadagno bene senza muovermi da casa. Quasi quasi lo faccio anche io’”. 

Qui però sia noi che Natasha vogliamo fare una precisazione: “Non voglio demonizzare i corsi, perché la formazione online è fantastica. Però dipende da cosa si vende, la credibilità”. I dubbi di Natasha non riguardano i prezzi dei corsi, ma i contenuti di alcuni di questi: “Purtroppo i nostri giovani vengono ammaliati dalle sirene che si trovano in questo mare”.

Secondo lei suo figlio ha seguito una sirena sbagliata? “Esattamente”. E secondo mamma Natasha suo figlio una sirena l’avrebbe inseguita anche poco prima di allontanarsi da casa sua a Piacenza lo scorso febbraio. Qualche settimana prima “comincia a imparare il tedesco da autodidatta. Non è facile”. In quei giorni Stefano le avrebbe parlato di una nuova startup per cui cercava un finanziamento e da lì a poco parte per la Svizzera. 

Quando torna “gli chiedo com’è andata e lui mi dice di non aver avuto il finanziamento. Gli ho detto di non preoccuparsi, perché aveva 23 anni e tante prospettive davanti. Lui mi ha risposto: ‘mamma se io rimango a Piacenza, mi ritrovo a fare una vita noiosa, il lavoro da dipendente e a 50 anni sono ancora al bar a bere la birra con gli amici. Io voglio altro per me’. E poi mi dice ‘ti rendi conto mamma che nel 2040 si perderanno tanti posti di lavoro?’. Io a quel punto rimango allibita, non capisco il senso. ‘Io devo fare alla svelta, non posso perdere tempo’. Purtroppo poi nella notte va. E’ quella sera lì”.

Quella sera, tra il 7 e l’8 febbraio, Stefano esce di casa senza più tornare indietro. Mamma Natasha ci racconta che, prima di andare, Stefano avrebbe cancellato ogni cosa sul computer e sul suo cellulare che tra l’altro lascia nella stanza, portandosi via solo la SIM. “In questo mare è andato a finire nella parte sbagliata”, dice mamma Natasha. Lei è certa di questo? “Lo sento, poi mi posso sbagliare”.

C’è chi dirà che sono genitori apprensivi: “Quello che posso dire è che è vero, è un figlio maggiorenne e può andare dove vuole, ma penso che ogni genitore nel vedere il figlio, anche maggiorenne, anche trentenne, che cade nel burrone lo aiuterebbe. Perché io sono certa che mio figlio, nella sua indipendenza e voglia di fare, è caduto in un burrone. Io mi sento in dovere di aiutarlo. Se tornasse indietro lo abbraccerei senza neanche la domanda ‘perché?’. Non deve giustificarsi, i giovani hanno il diritto di sbagliare. Però sono assillata dal pensiero che sia finito nel posto sbagliato e con le persone sbagliate”.

Natasha ci parlava così due settimane fa, quando di Stefano ancora non c’era nessuna traccia. Il corpo di suo figlio è stato ritrovato tre giorni fa, e come si legge i Carabinieri hanno trovato nella sua tasca una busta impermeabile con all’interno i documenti e un messaggio con scritto in stampatello: ‘E’ un suicidio, nessuno mi ha costretto a farlo’. Un altro bigliettino Stefano lo aveva lasciato nella sua stanza: ‘So che non capirete il mio gesto’. Parole che sua madre non aveva mai interpretato come un segnale che Stefano volesse togliersi la vita. 

A fargli pensare questo era il fatto che il figlio, lasciando casa, si era portato dietro una SIM, il suo hard disk, cambi di biancheria e il dizionario di tedesco. Particolari che ora valuteranno gli inquirenti per ricostruire l’accaduto

“Tantissime persone mi hanno mostrato una solidarietà incredibile”, racconta Natasha. “L’amore da un senso alla vita. Una vita anche difficile e piatta è molto più bella con le persone che ti vogliono bene, ed è per quello che dico che Stefano quando si renderà conto che chi lo ha convinto a cambiare vita non gli vuole bene, ha perso qualcosa di importante. Io sono convinta che abbiano anteposto l’interesse all’affetto”.

Per evitare ogni fraintendimento, sottolineiamo che la tragedia di Stefano non è ovviamente una diretta conseguenza del fatto che lui abbia iniziato a interessarsi al mondo del trading e dei corsi online. Probabilmente è altrettanto vero che “le idee strampalate di questi presunti e sedicenti guru di successo e dei soldi facili non fanno altro che creare ulteriori problemi nel ragazzo che è alla ricerca della sua strada, in quanto danno un’illusoria certezza che risolverà tutte le sue problematiche in maniera facile aderendo a certi schemi e percorsi precostituiti. Questo porta spesso a gravi conseguenze psicologiche in questi soggetti già fragili”.

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