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Gli stranieri ci rubano il lavoro? Non è proprio così. Ecco cosa ci dice Eurostat | I DATI

In Europa i lavoratori stranieri hanno maggiore probabilità di essere sovraqualificati rispetto ai lavoratori locali. Questo è quanto emerso dagli ultimi dati dello scorso 26 gennaio di Eurostat. Nella classifica dei paesi con il tasso più alto di stranieri sovraqualificati l'Italia si colloca al secondo posto, dopo la Grecia. Sempre in Italia i lavoratori stranieri hanno il doppio della probabilità di essere sovraqualificati rispetto a un cittadino italiano. 

Un grande mito: gli stranieri vengono in Italia a rubarci il lavoro. Un mito, appunto, perché le cose non stanno proprio così. Andiamo con ordine: un lavoratore è considerato sovraqualificato quando occupa una posizione che richiederebbe una qualifica o un titolo di studio inferiore a quello in suo possesso. Stando al report pubblicato lo scorso 26 gennaio da Eurostat, nei paesi membri dell'Unione europea gli stranieri hanno più probabilità dei cittadini nazionali di essere sovraqualificati rispetto alla mansione che svolgono.

Nel 2019 il tasso di sovraqualificazione in Ue era pari al 44% per i cittadini stranieri, 33% per i cittadini provenienti da altri stati membri e 21% per i cittadini nazionali. È la Grecia il paese con la quota più alta di cittadini stranieri (extra Ue) sovraqualificati con il 78%, seguita da Italia (68%) e Spagna (62%). Per quanto riguarda i lavoratori sovraqualificati provenienti da altri stati membri, al primo posto c’è l’Italia a pari merito con Spagna e Cipro (ognuna al 50%). Mentre, per quanto riguarda i cittadini nazionali sovraqualificati al primo posto troviamo la Spagna (35%), seguita da Grecia (32%) e Cipro (31%). In Italia il 19% dei cittadini nazionali risulta essere sovraqualificato rispetto alla mansione che ricopre (dato al disotto della media europea).

La maggiore discrepanza tra il tasso di sovraqualificazione dei cittadini extracomunitari e dei cittadini nazionali è stata registrata proprio in Italia (49,6%); ciò vuol dire che un cittadino straniero in Italia ha il doppio della probabilità di trovare un lavoro al di sotto della propria qualifica rispetto a un cittadino italiano. L'Italia è al primo posto anche per quanto riguarda il distacco tra lavoratori sovraqualificati provenienti da un altro stato membro dell'Ue e i cittadini nazionali (32,4%)

Secondo l’Ocse (Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico) questa disparità è dovuta principalmente alla mancanza di adeguate competenze linguistiche. I maggiori ostacoli che gli extracomunitari trovano nella ricerca del lavoro, tra cui anche la necessità di ricevere un permesso di soggiorno, li rendono maggiormente propensi ad accettare lavori al di sotto delle loro capacità e che i cittadini autoctoni non sono interessati a fare.  

Infine, il report pubblicato da Eurostat mostra anche che le donne sono generalmente più sovraqualificate rispetto agli uomini, indipendentemente dalla loro cittadinanza. 

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