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Terra dei fuochi, l'Iss: “Tumori e morti causati dai roghi di rifiuti” | VIDEO

Tra i roghi dei rifiuti e i tumori della Terra dei Fuochi, tra Napoli e Caserta, c’è un rapporto di causa ed effetto. Lo sostengono l’Istituto Superiore di Sanità e la procura di Napoli Nord indicando un’incidenza di malattie tra Giugliano e Caivano. Noi de Le Iene siamo stati tra i primi a denunciare questo dramma con la nostra Nadia Toffa

Tumore al seno, asma, leucemie e malformazioni congenite. Queste patologie sempre più diffuse nella Terra dei Fuochi sono legate allo smaltimento illegale dei rifiuti che negli anni hanno provocato una catena di morti impressionante. Per l’Istituto Superiore di Sanità ora è una certezza. Per chi vive in quei 426 chilometri quadrati tra Napoli e Caserta probabilmente è solo una triste conferma. Da anni Le Iene hanno raccontato le loro storie. Con la nostra Nadia Toffa, come potete vedere anche nel servizio qui sopra, abbiamo conosciuto i volti di questo dramma, che siamo stati tra i primi a denunciare. 

La correlazione tra i morti per alcune gravi patologie della Terra dei Fuochi e lo smaltimento illegale dei rifiuti emerge da un rapporto realizzato grazie a un accordo tra la procura di Napoli Nord e l'Istituto Superiore di Sanità. "È necessario sviluppare un sistema di sorveglianza epidemiologica integrata con dati ambientali nell'intera regione Campania, in particolare nelle province di Napoli e Caserta”, ha spiegato Silvio Brusaferro, presidente dell'Iss. Servono, secondo il procuratore di Napoli Nord Francesco Greco, “interventi di sanità pubblica a partire da azioni di bonifica ambientale": “devono partire immediatamente per contrastare l'emergenza più importante per Caserta e Napoli dopo il Covid".

Il rapporto dell’Iss suddivide i 38 comuni di quest’area in quattro fasce di rischio in cui la maglia nera va a Giugliano e Caivano (una realtà quest’ultima che abbiamo conosciuto più recentemente anche con Giulio Golia: qui il servizio nelle settimane più nere dell’emergenza coronavirus). Dai dati emerge che il 37% della popolazione risiede entro 100 metri da un sito abusivo in cui vengono smaltiti rifiuti. Nelle fasce a maggiore rischio risulta che “la mortalità e l’incidenza per tumore della mammella è significativamente maggiore tra le donne dei comuni”. Si aggiunge “una prevalenza delle malformazioni dell’apparato urinario”. Anche l’ospedalizzazione per asma è “significativamente più elevata” in tutta la popolazione della Terra dei Fuochi. Il dato ancora più allarmante è per bambini e ragazzi: “L’incidenza delle leucemie è in aumento”. 

Nel 2013, con Nadia Toffa abbiamo lanciato la prima forte denuncia del dramma di queste terre. Abbiamo incontrato alcuni pentiti che per anni hanno riversato lì rifiuti pericolosissimi e bruciato tonnellate di materiale altamente tossico avvelenando terra, acqua e aria. Sono stati accertati almeno 2.767 siti di “smaltimento abusivo di rifiuti”, anche pericolosi che hanno provocato una catena di morti impressionante. Ora abbiamo la conferma che quelle attività illecite hanno contribuito a tutti quei drammi.

Passano gli anni, ma la situazione non sembra migliorare. Negli ultimi mesi con Alice Martinelli siamo tornati nella Terra dei fuochi, dove si moltiplicano i roghi dolosi di rifiuti tossici. Se prima il problema era legato soprattutto alla camorra, ora c'è anche l'allarme delle discariche illegali delle piccole ditte. Le abbiamo visitate con un attivista, proprio accanto ai campi coltivati (qui il servizio).

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