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Tina, morta per un femminicidio? Abbiamo trovato Luigi Costa | VIDEO

Martedì scorso vi abbiamo raccontato la storia di Tina, morta nel 2019 dopo essere arrivata in ospedale con un trauma cranico, un braccio rotto e molti lividi. Il figlio Luca sospetta che l’abbia picchiata il convivente, Luigi Costa, che aveva conosciuto due mesi prima in chat. Risultava irrintracciabile, con Nina Palmieri abbiamo chiesto in onda il vostro aiuto per trovarlo. La sera stessa è arrivata la segnalazione giusta e grazie a voi l’abbiamo incontrato

Abbiamo trovato Luigi Costa. Lo cercavamo da tempo e nel servizio di martedì scorso abbiamo chiesto a tutti voi di aiutarci a trovarlo mandandoci informazioni sull’email giustiziapertina@gmail.com. Secondo la famiglia potrebbe essere coinvolto nella morte di Tina, due mesi dopo un amore nato in chat. Lui, quando la nostra Nina Palmieri, lo incontra si chiude nel silenzio e dice solo che abbiamo sbagliato persona.

Il figlio di Tina sospetta che la madre sia morta perché picchiata da lui. Luigi Costa era con lei quando si sarebbe sentita male: lo sentiamo mentre chiama il 118 quel giorno, il 15 settembre di due anni fa, parlando di un malore nel sonno. Tina arriva poi in ospedale con un forte trauma cranico, un braccio rotto, molti ematomi. È in coma e muore il 25 settembre 2019. Il figlio si chiede: è stato un femminicidio? Dopo due anni non c’è ancora una risposta e Luigi risultava introvabile.

Lo abbiamo trovato grazie a voi, martedì sera, subito dopo che il primo servizio era andato in onda. Ci avete mandato molte segnalazioni e ci avete indicato dove cercarlo. Siamo partiti la sera stessa.

Tina, 54 anni, di Policoro in Basilicata, l’aveva conosciuto in chat nel luglio 2019. Luigi Costa si trasferisce subito da lei. Tina cambia e si isola dal mondo, mentre Costa controllerebbe ogni aspetto della sua vita. Il 10 agosto Luca si scontra per causa sua anche con il figlio Luca a Policoro. I vicini intanto già nel mese di agosto sentono forti liti tra Tina e l’uomo. La donna verrebbe vista con ferite e lividi sulla testa, sul volto e sul collo. C’è anche una strana chiamata al 118 che ascoltiamo. Fino all’ultima drammatica chiamata del 15 settembre alle 22.28 di Luigi Costa, fuori di sé. Parla di una caduta di Tina in bagno che avrebbe provocato la frattura al braccio e il trauma cranico fatale.

Resta in libertà ed è sospettato di maltrattamenti in famiglia che avrebbero causato l’evento morte, ovvero di aver picchiato Tina, poi deceduta per questo. Rischia fino a 24 anni. La Scientifica ha trovato sul posto “tracce evidenti di condotte violente" e tracce biologiche su un oggetto contundente, un pesante fermaporta metallico, che però sarebbe stato buttato. I risultati dell’autopsia arrivano dopo un anno.

Alcune donne che hanno conosciuto Luigi Costa ci hanno fatto il ritratto di una persona potenzialmente violenta. Nel servizio trovate i loro racconti, compresa l’ultima donna che aveva conosciuto subito prima di Tina. Eravamo andati anche nell’ultimo posto dove era stato visto, un’ostello a Policoro dove sarebbe rimasto 4-5 mesi senza pagare. C’erano poi segnalazioni dai centri di accoglienza dei senzatetto di Città del Vaticano: l’abbiamo cercato anche lì. Poi martedì sera è arrivata la vostra segnalazione, siamo andati nella piazza di Roma dove dormirebbe in mezzo agli scatoloni.

Torniamo la mattina dopo, una ragazza si mette a parlare con lui e lo riprende. Lui dice di essere divorziato e di avere un figlio di 26 anni, si mette anche a parlare dell’ultima sua compagna deceduta, la povera Tina. È la prima volta che dà la sua versione: Tina sarebbe andata a riposarsi perché non si sentiva bene e non si sarebbe più ripresa. Arrivano i carabinieri per un controllo, per identificarlo dopo il nostro servizio. Poi torna a parlare con la nostra complice, a lungo come vedete, e dà di fatto la sua prima versione di quanto sarebbe successo. Parla male del figlio di Tina, dice che si è inventato che lui la maltrattava: “Lei litigava al telefono con il figlio e i vicini pensavano che litigava con me”. Insiste parlando di presunte cadute improvvise di Tina.

Lo chiama l’avvocato e gli dice del nostro primo servizio, Luigi Costa dà di nuovo la colpa a Luca. Questa volta è la nostra Nina ad andare da lui, ma Luigi non vuole più parlare. Da lui, dopo le molte domande e di fronte alla possibilità di dare la sua versione, arrivano solo sguardi e lunghi silenzi.

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