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Usa contro Cina: “Torture e stupri contro i musulmani Uiguri”. Il racconto di una donna a Le Iene | VIDEO

Dopo un reportage della Bbc, gli Stati Uniti rilanciano le accuse contro Pechino di genocidio della minoranza turcofona e musulmana degli Uiguri nella regione autonoma nordoccidentale dello Xinjiang. Noi de Le Iene ve ne abbiamo parlato in dicembre con Roberta Rei, che ha raccolto anche la testimonianza di una donna che ha vissuto per oltre un anno nei campi di detenzione

Dura presa di posizione degli Stati Uniti contro la repressione, le torture e gli stupri sistematici che avverrebbero nei campi di detenzione in Cina contro gli Uiguri, la minoranza turcofona e musulmana che vive nella regione autonoma nordoccidentale dello Xinjiang. Washington torna a farsi sentire subito dopo un reportage della Bbc. Anche noi de Le Iene ve ne avevano parlato in onda con il servizio di Roberta Rei che trovate qui sopra.

Dopo l’intervento della Bbc, che riporta testimonianze di “un sistema di stupri, abusi sessuali e tortura di massa contro Uiguri e minoranza musulmana”, il Dipartimento di Stato della nuova amministrazione Biden prevede “serie conseguenze” nei rapporti con Pechino ribadendo le accuse di “crimini contro l’umanità e genocidio” già rilanciate negli ultimi tempi della presidenza Trump. Accuse che la Cina ha sempre respinto: questa volta parla di “falsità” nel resoconto della Bbc, di “mancanza di riscontri fattuali” e dei testimoni come “attori che diffondo informazioni false”.

Di tutto questo ci siamo occupati anche noi, come potete vedere qui sopra, con Roberta Rei che ci ha ci raccontato cosa sembra accadere in quei campi grazie a una testimone diretta. “Sono stata lì dentro un anno, tre mesi e dieci giorni. Ho contato ogni singolo giorno”, ci dice la donna. “Lo stupro è all’ordine del giorno. Ho visto donne impazzire. Andavano nei bagni, prendevano gli escrementi e si disegnavano baffi e barba. Dicevano: ‘Guarda, sono diventata un uomo’”.

La Iena ci parla anche della storia degli Uiguri e di come la potenza militare e tecnologica di Pechino sembrerebbe essere usata contro di loro per annientarli con un controllo sistematico di ogni aspetto della vita. Le più autorevoli organizzazioni che si occupano di diritti umani pensano che siano vittime del più grande internamento di massa dalla Seconda guerra mondiale. Anche Papa Francesco li ha definiti “perseguitati”. 

Gli Uiguri sono circa 16 milioni, di cui 11 vivono nella regione dello Xinjiang nel nord ovest della Cina. Dopo una lunga storia di tensioni con il governo di Pechino, le cose sono precipitate con l’avvento al potere a Pechino dell’attuale presidente Xi Jinping, anche dopo una serie di attentati terroristici compiuti da estremisti Uiguri.

Il governo cinese ha lanciato un’offensiva durissima che però non toccherebbe solo i terroristi ma tutto il popolo degli Uiguri. “È parte della strategia cinese etichettare come terrorismo tout-court una richiesta di diritti culturali”, sostiene Riccardo Noury, portavoce di Amnesty International Italia. “Da qui questa politica di chiuderli in luoghi eufemisticamente chiamati Centri per la formazione professionale che sono veri e propri campi di concentramento”.

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