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Valentino Rossi annuncia il ritiro: “Volevo correre altri 20-25 anni” | VIDEO

L’annuncio in conferenza stampa, l’addio al motomondiale a fine stagione. Con un rimpianto, una sorpresa per il futuro e dopo una carriera straordinaria, che noi celebriamo ricordando quando ci aveva già annunciato il ritiro dopo la sfida di Stefano Corti e Alessandro Onnis

"Ho deciso. Mi fermo. Avrei voluto correre almeno altri 20-25 anni, però ora basta. Mi resta mezza stagione in MotoGP, a fine anno chiudo. È un momento molto triste, prima o poi doveva succedere, ma è difficile persino pronunciare queste parole: il prossimo anno non correrò più con una moto, la mia vita cambierà e non so ancora come".

Valentino Rossi annuncia il suo ritiro con queste parole in conferenza stampa dal circuito austriaco di Spielberg, dove domenica si corre il Gran Premio di Stiria. Lo fa a 42 anni dopo una carriera straordinaria, inimitabile: 26 stagioni di motomondiale, 9 titoli, 115 gp vinti. Noi la celebriamo ricordando quando ci aveva già annunciato il ritiro nel 2017 dopo la sfida di Stefano Corti e Alessandro Onnis nel servizio che vedete qui sopra.

"In primavera pensavo ancora di potercela fare e andare avanti. Correre nel 2022 con una Ducati e insieme a mio fratello. Ma in tutti gli sport sono i risultati che contano e negli ultimi tempi non sto andando per niente bene: così, gara dopo gara l'idea è maturata", dice il dottor Rossi. "È stato un lungo viaggio. Oggi sono triste, e il momento più duro sarà a Valencia il giorno dell'ultima corsa. Ma non ho rimpianti, mi sono divertito. E ho vissuto momenti bellissimi". 

I giorni migliori? "La vittoria del 2001, l'ultima con la 500. E il mondiale del 2004 all'esordio con la Yamaha. Ancora, quello del 2008: quando tutti dicevano già che ero vecchio, e finito". Rimpianti? "Non gli anni con la Ducati, che sfida: vincere con una moto italiana sarebbe stato straordinario, peccato non riuscirci. Forse il decimo titolo lo meritavo per qualità e velocità, pazienza. Non posso certo lamentarmi".

"Sono contento di avere avvicinato così tante persone, soprattutto in Italia, al motociclismo. Un po' come aveva fatto Tomba con lo sci. Mi ha sempre inorgoglito il fatto di sapere che la gente per due ore la domenica pomeriggio smetteva di pensare e si emozionava nel vedermi correre. Ancora adesso, mi conoscono in tutto il mondo e c'è chi piange, ringraziandomi, quando mi incontra. È il premio più bello. E ora correrò in auto: vi farò divertire".

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