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Vulvodinia, la malattia della fidanzata di Damiano dei Maneskin: ecco che cos'è | VIDEO

L’identità della fidanzata di Damiano dei Maneskin sembra esser stata rivelata: è Giorgia Soleri, una modella e influencer di 25 anni che in passato aveva raccontato della sua malattia: la vulvodinia. Un tema di cui noi de Le Iene ci siamo occupati con Nina Palmieri: colpisce una donna su 7 e ha pesanti ripercussioni nella vita di tutti i giorni

Foto dal profilo Instagram di Giorgia Soleri

La “malattia invisibile”: è spesso chiamata così la vulvodinia, che colpisce una donna su sette ma su cui purtroppo si sa e se ne parla ancora troppo poco. La notizia dell’identità della fidanzata di Damiano dei Maneskin, Giorgia Soleri, ha riportato la vulvodinia sotto i riflettori: la modella e influencer di 25 anni ne aveva parlato in passato sul suo profilo Instagram.

Un tema di cui ancora oggi si parla troppo poco: noi de Le Iene ne avevamo parlato con la nostra Nina Palmieri, che aveva spiegato cos’è la vulvodinia e come impatta in modo devastante sulla vita delle donne che ne soffrono.

Parliamo di una patologia che colpisce l’organo genitale femminile, dovuta alla crescita di piccole terminazioni nervose, in maniera disordinata, a livello vulvare. Ce l’aveva spiegata un medico, uno di quei pochi in Italia che la conoscono e se ne occupano: “Un nervo è un po’ come un cavo elettrico, deve portare un segnale, la corrente. Quando queste terminazioni perdono l’orientamento, te lo portano in maniera disordinata”.

Le conseguenze, per chi è affetta da vulvodinia, sono davvero difficili da accettare, perché i nervi che impazziscono danno letteralmente la scossa e il dolore si manifesta in modo molto diversi da donna a donna. Come in Valentina, che a Nina Palmieri aveva spiegato: “Senti degli spilli conficcati dentro la carne, costantemente”.  “Senti bruciare le viscere proprio, perché ti coinvolge tutto proprio”, aveva aggiunto Rossella. “Sono stanca, stanca mentalmente di pensare a questa cosa. Dodici anni son lunghi, la vita di prima non me la ricordo più”.

La patologia, che in pochissimi riescono a diagnosticare e a curare, richiede decine di medicinali assunti ogni giorno, che talora non riescono comunque a placare le sofferenze. Colpisce il 15% delle donne, una su 7. E il dolore porta con sé tutta una serie di quotidiane privazioni. Potete vedere il servizio di Nina Palmieri in testa a questo articolo.

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