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È stato Alessandro Di Battista ad annunciare su Facebook che Le Iene avevano pizzicato l'azienda sua e di suo padre con un lavoratore in nero. E noi siamo andati a chiederlo direttamente al papà Vittorio, che ci ha parlato anche del suo amore per il "nero"

Lei ha tenuto mai lavoratori in nero? “Sì, pensi che scoop”. Risponde in maniera secca Vittorio Di Battista a Filippo Roma, che gli chiede conto della sua società, la Di.Bi.Tec srl, che commercializza apparecchi sanitari a motore, di cui il figlio Alessandro è socio di maggioranza e siede nel consiglio di amministrazione. “Ne ho tenuto uno quattro o cinque ore settimanali di media. Non mi pare bello ma mi pare obbligato”. “Giustifica il lavoro nero?”, gli chiede la Iena. “In certi aspetti sì, anche perché è diffuso in Italia”, risponde papà Di Battista. “Si dovrebbe cercare di contrastarlo, ma andando a colpire la situazione che non permette alle persone di assumere regolarmente, perché costa un sacco di soldi”. E poi, sollecitato da Filippo Roma su un suo vecchio post, aggiunge: “Faccetta nera secondo me è una canzone totalmente antirazzista”. Lei è fascista. “A livello culturale sicuramente sì. Del fascismo mi piace l’etica, lo sviluppo delle opere pubbliche. Non mi sono piaciuti certamente gli aspetti dittatoriali perché sono profondamente democratico”.

Ma Filippo Roma va a chiedere conto direttamente a Alessandro Di Battista per una seconda volta, che gli conferma che la prima volta che aveva parlato con la Iena della sua azienda sapeva del lavoratore in nero ma non glielo aveva riferito. E aggiunge: “Dopo essere andato dal papà di Renzi, di Di Maio e da mio padre, secondo me dovresti anche andare da Berlusconi con la condanna di Dell’Utri e chiedergli spiegazioni sui finanziamenti a Cosa nostra. Questo è un servizio che Le Iene dovrebbero fare”. Filippo Roma gli risponde: “Parliamo di fatti di trent’anni fa, ora Berlusconi non è al centro della politica e al governo ci state voi, comandate voi. Quindi è a voi che facciamo le pulci. Berlusconi è il nostro editore e in vent’anni non l’abbiamo mai intervistato per un semplice fatto: Berlusconi è quello che comanda. Il nostro programma va avanti da anni conquistandosi piano piano spazi di libertà che anche per questo motivo esistono. E per fortuna neanche lui ha mai chiamato noi per chiedere di fare o meno un servizio”. E l’intervista finisce con la promessa di Alessandro Di Battista di mettere in regola il lavoratore della sua azienda.

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