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Il popolo alla fame, lo scontro con Maduro, le tre ipotesi per uscire dalla crisi: l'intervista esclusiva al presidente incaricato del Venezuela, Juan Guaidó, di Gaston Zama

Niente acqua, niente cibo e niente luce. La situazione in Venezuela, dove eravamo stati già un anno e mezzo fa con il reportage di Gaston Zama in compagnia della modella Mariana Rodriguez, è sempre più grave.  

Solo pochi giorni fa, appena arrivati a Caracas,  il Paese era rimasto completamente al buio per quasi una settimana, un problema che si era trasformato in catastrofe quando a morire erano state decine di persone negli ospedali già al collasso, a seguito del blocco del funzionamento delle macchine.

Il Paese è sull’orlo della guerra civile, chiusa nella morsa di un braccio di ferro tra il padre-padrone Nicolas Maduro e il presidente incaricato Juan Guaidó. Maduro accusa gli Usa di voler organizzare un colpo di stato e di essere pronto ad invadere militarmente il paese. Dal canto suo Guaidó, che abbiamo intervistato con Gaston Zama in esclusiva, nega e afferma senza mezzi termini: “Maduro è un dittatore, è un delinquente”. L’intervista a Guaidó tocca anche i temi della politica italiana.

Voglio pensare che i Cinque Stelle non sappiano cosa succede qui”. Juan Guaidó, presidente ad interim del Venezuela riconosciuto da 60 Stati del mondo, si rivolge proprio al M5S, contrario a questo riconoscimento.

“Visto che si parla di mancanza di conoscenza, basterebbe alzare il telefono e parlare con noi, cioè la maggioranza che rappresenta il Venezuela e così ad esempio scoprirebbero che il mio partito è iscritto all'Internazionale Socialista”, insiste Juan Guaidó, cosciente dell’opposizione del Movimento al suo riconoscimento come presidente al posto di Nicolás Máduro (la Lega di Matteo Salvini invece è favorevole).

Guaidó  vuole “organizzare elezioni trasparenti e costituzionali nella maniera più rapida possibile” perché oggi, dice, “in Venezuela vige la dittatura”. Qui esiste una dittatura che assassina, perseguita e incarcera”, aggiunge Guaidó. E a chi lo accusa di essere una marionetta di Trump e parla del rischio di una invasione Usa, risponde: “Non permetteremmo nessun intervento, discorso diverso è cercare cooperazione internazionale”.

Per Juan Guaidó, il Venezuela ha solo tre strade davanti a sé: “Ci sono tre opzioni: un'elezione, o una transizione come è già successo nel 1958 in Venezuela, in Cile e anche in altri Paesi dell’America Latina o una presa di potere con la forza! Per esempio, un golpe militare interno. Le forze armate sono stufe e schifate da Maduro, loro soffrono tanto quanto noi la mancanza di luce, medicine e cibo”.

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