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80 anni dopo, il 17 novembre, il principino di casa Savoia è stato raggiunto all'inaugurazione di una piazza da Pablo Trincia

Ieri, il 17 novembre, sono passati esattamente 80 anni dalle leggi razziali contro gli ebrei firmate da Vittorio Emanuele III. Ieri Emanuele Filiberto di Savoia ha partecipato all’inaugurazione di una piazza a Busto Arsizio. Gli abbiamo chiesto di prendere le distanze da suo bisnonno, Vittorio Emanuele III.

Era il 17 novembre 1938, quando ha messo la firma a un decreto legge: i provvedimenti per la difesa della razza italiana meglio conosciute come leggi razziali, quelle che in epoca fascista diedero il via alla persecuzione degli ebrei anche in Italia.

Da quel giorno gli ebrei non poterono più prestare servizio militare, essere proprietari di terreni e fabbricati, avere domestici ariani. Le stesse leggi mettevano anche tante restrizioni ai luoghi in cui potevano lavorare fino a essere buttati fuori dalle scuole italiane. E allora perché inaugurare una piazza a un Savoia (il trisnonno Vittorio Emanuele II) alla presenza di un Savoia in una giornata come questa?

Il nostro Pablo Trincia è andato alla cerimonia di inaugurazione per parlare con il sindaco di Busto Arsizio e lo stesso Emanuele Filiberto di Savoia, che condanna quelle leggi ma non il suo bisnonno Re che le firmò

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