La canzone di Sal Da Vinci vincitrice di Sanremo è diventata un tormentone: la cantano preti, suore, influencer e sportivi. A storcere il naso è Aldo Cazzullo, vicedirettore del Corriere della Sera, che l'ha accostata alla "colonna sonora" di un matrimonio di camorra. Alessandro Sortino chiede a cantanti napoletani cosa pensano di quelle parole e se quel paragone abbia senso.