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"Vi racconto chi è Percy Ortiz, cantante pedofilo, condannato in Italia e latitante in Perù"

Un suo conoscente ci ha contattato. Vogliamo provare a trovarlo?

 

Una donna sposata solo per il permesso di soggiorno, una prima fuga perché minacciato di morte, un furto a un coinquilino transessuale. Il peruviano Percy Ortiz avrebbe avuto già un passato burrascoso, prima di essere condannato in via definitiva nel 2015 a 3 anni per abusi sulla figlia di sette anni dei connazionali che gli avevano affittato una stanza a Firenze. A sostenerlo è un altro peruviano, che lo conosce bene e che ci ha contattato.

L’8 febbraio vi abbiamo parlato di lui e delle ultima beffa subita dai familiari della piccola Maria (il nome è di fantasia), nell’articolo: Abusò di una bambina di 7 anni, condannato e latitante, ma sotto processo finiscono le vittime.

 

 

Percy Jesus Diaz Ortiz, cantante, 36 anni, è ora latitante in Perù, dove continua nei suoi concerti, senza aver mai scontato un giorno di carcere né aver risarcito le vittime. Intanto in Italia risulta addirittura parte lesa dopo uno scontro con la zia e il padre della bambina. Percy li aveva incrociati, mentre era ancora in libertà prima della sentenza definitiva, che lo spingerà poi a rifugiarsi in patria.

Li aveva presi in giro e si era preso uno spintone: li ha denunciati per le ferite “guaribili in tre giorni” che aveva rimediato. I parenti di Maria sono stati rinviati a giudizio, pure con l’aggravante dei “motivi abietti”, “ovvero per vendetta rispetto ai fatti commessi ai danni della parente minore”. La prima udienza c’è stata il 6 febbraio: tutto è stato rinviato a maggio. Subito dopo il primo articolo, Percy ha cancellato subito il suo profilo Facebook, di cui potete vedere in parte, per tutelare la privacy delle altre persone presenti in foto, un’immagine qui sotto.

 

 

Ora ci ha contattato un suo conoscente, un connazionale che preferisce restare anonimo. Ci ha raccontato quanto ricorda di Percy: “L’ho conosciuto quando è arrivato assieme al padre in Italia, a Bologna, nel 2005. Lavoravamo per un’impresa di pulizie, ma lui voleva cantare. Lasciò il lavoro e si sposò l’anno dopo con un’italiana, molto ricca, solo per avere il permesso di soggiorno. Continuava a stare però con una ragazza peruviana che cantava nel suo gruppo”.

Sembra una storia da telenovela.
“E’ lui che è sempre vissuto così, senza controllo. Lo scoprirono ben presto e il padre della moglie lo minacciò di morte. Percy è scappato: è così che arriva a Firenze nel 2007”.
L’hai più rivisto da allora?
“Qualche volta, quando faceva qualche concerto a Bologna. Lui e suo padre non hanno mai restituito dei soldi allo zio, che conosco bene. Poi ha avuto altri guai”.
Quali?
“Divideva casa con un transessuale, credo che gli abbia rubato tutti i soldi. Da allora ho preferito tagliare ogni rapporto. Sapevo della condanna, poi ho visto il vostro articolo e vi ho chiamato, magari può servire a rintracciarlo”.

 

 

“Non mi arrenderò, non ci arrenderemo e proveremo a chiedere in tutte le sedi possibili l’arresto internazionale per l’uomo che ha rovinato la vita a una bambina di sette anni”, ci ha detto l’avvocato Mattia Alfano, che difende la famiglia di Maria.

Noi continueremo a seguire questa storia. Vorremmo contattare Percy Ortiz. Chiunque, sulla base di queste notizie e immagini, abbia informazioni ulteriori su di lui, può scriverci all’email redazioneiene@mediaset.it oppure mandarci una segnalazione cliccando su “Dillo alle Iene” in fondo al nostro sito.

 

L'ultima puntata

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