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News | di Alessandro Barcella |

L'inchiesta/2, medici di base e pazienti comprati: spuntano le mazzette

Nuove rivelazioni sul caso dei pazienti venduti da alcuni dottori che vanno in pensione ai colleghi (a 70mila euro per mille assistiti). Parla chi ha lavorato allo sportello Asl dove si sceglie e si cambia il medico di base. E lo scandalo si allarga

Se avessi dei quattrini potresti comprarti dei mutuati. Ci sono medici che vogliono vendere, e medici che vogliono comprare. Si trovano partite di mutuati di qualità, per un milione o due. Non dovrebbe studiare medicina chi non ha mezzi. Povero come sei dovrai guadagnartene uno alla volta, e sarà molto duro”. 

Alberto Sordi aveva capito già tutto nel 1968 con il più “medico della mutua” cinematografico, il  Dott. Guido Tersilli. L’Italia 2018 infatti non è cambiata molto come ci ha svelato ieri una dottoressa (clicca qui per la prima puntata di questa inchiesta): oggi alcuni dottori comprano i pazienti dai colleghi che stanno per andare in pensione, che li accreditano come sostituti in cambio in media di 70mila euro per mille pazienti. Illegalmente e all’oscuro degli assistiti,0 che chiamati ad esprimere la preferenza per il nuovo medico di famiglia per sostituire quello andato in pensione finivano per scegliere quello “suggerito” dall’accordo economico tra i due.

Ci avete scritto in tantissimi e oggi si aggiunge subito una nuova puntata della nostra inchiesta. Ci ha contattato Marco (il nome è di fantasia), che per ha lavorato in un ufficio di “scelta e revoca” di un’Asl. Proprio lo sportello in cui il paziente deve recarsi in occasione del pensionamento del suo medico, per scegliere il nuovo medico. 

“La cosa inaccettabile era che talvolta, invece di venire gli stessi pazienti, ad arrivare da noi erano le segretarie dei medici prossimi alla pensione”, esordisce Marco. “Si presentavano da noi portandosi dietro i libretti cartacei contenenti i codici fiscali dei singoli pazienti dello studio e chiedevano di affidarli in blocco al nuovo medico, il loro sostituto”. 

E questo, ovviamente, era proprio il dottore che aveva chiuso l’accordo economico con il medico andato in pensione: “Queste operazioni ci sembrarono subito sospette e le segnalammo al capo distretto, che le bloccò con fermezza. Ma le segretarie non si arrendevano e si spostavano presso uno sportello ‘disponibile’ di un altro distretto. O ancora capitava che usassero questo escamotage: facevano venire da noi il capo famiglia, con in mano la delega per tutti gli altri suoi familiari”.

Una procedura regolare quest’ultima, sia chiaro, se non fosse che il capo famiglia aveva già ben in mente il medico da scegliere. E indovinate un po’? Era proprio il sostituto “consigliatogli” dal medico uscente.

“Noi allo sportello avevamo l’elenco dei medici disponibili sul territorio”, continua Marco, “ma i pazienti erano irremovibili: volevano proprio quello! Durante i quasi 5 anni in cui ho lavorato lì, almeno 3-4 medici hanno operato in questo modo. Numeri bassi, certo, ma parliamo comunque di un comportamento grave e del solo mio sportello”. A voi, quindi, moltiplicarlo per tutti gli sportelli di scelta e revoca sul territorio italiano.

“Capitava che il medico pensionante chiedesse una proroga di due anni al pensionamento. In quei due anni non visitava più, ma lasciava spazio al sostituto, e quest’ultimo nel frattempo riusciva a guadagnarsi la fiducia dei pazienti” 

Vere e proprie “pressioni” a volte erano indirizzate anche a gli stessi operatori di sportello.

“Ci sono state fatte delle proposte dirette, da parte di medici che avevano ancora pochi pazienti”, aggiunge l’ex sportellista. “Capitava che ci regalassero panettoni, bottiglie di spumante, cesti, in occasione delle festività. Prima ci chiedevano di verificare esattamente quanti pazienti avessero e se erano pochi, proponevano di far loro un po’ di pubblicità nel momento in cui il paziente arrivava allo sportello. Spesso erano anche medici di mezza età, che magari avevano lavorato in Guardia Medica per anni e a cui conveniva passare negli studi: niente turni notturni, festivi, reperibilità. Ma anche i pediatri non erano esenti da queste richieste. Alcuni non sono amati dai genitori e si ritrovano con pochi bimbi da assistere”.

E non arrivavano solo panettoni, talvolta erano vere tangenti: “Mi è stato raccontato che in altri distretti il medico che doveva essere favorito allungava la mazzetta all’operatore dello sportello di scelta e revoca. L’operatore, nel caso di dubbi del paziente, avrebbe potuto orientarlo alla scelta, consigliandogli proprio quel medico, dall’elenco che aveva sottomano. Alla fine del mese l’operatore segnava quanti pazienti aveva convinto e poi passava dal medico a riscuotere”.

Siamo alla seconda puntata, la nostra inchiesta ovviamente continua: se lavorate o avete lavorato come medici di base, operatori Asl o comunque del settore, siete informati su questa pratica illegale e volete raccontarci la vostra storia o anche partecipare più attivamente, scrivete un’email a redazioneiene@mediaset.it.

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