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Autista Atac sospesa dopo il servizio de Le Iene: “Non mi scuso, ma così resto senza lavoro”

Micaela Quintavalle è stata sospesa a tempo indeterminato dall’azienda dei trasporti pubblici romani dopo aver denunciato a Le Iene le cattive condizioni dei mezzi. Era stata convocata per parlare della sua sospensione: doveva accettare “tre condizioni”

Mi hanno fatto una proposta che non ho intenzione di accettare. È un ricatto”. Micaela Quintavalle ha il solito tono deciso e agguerrito mentre ci racconta al telefono di essere stata convocata in un incontro informale per parlare del suo futuro all’Atac, l’azienda dei trasporti pubblici di Roma.

L’autista e sindacalista di Cambia-Menti è stata sospesa dall’azienda per aver parlato con noi de Le Iene dei guasti e dei problemi degli autobus della Capitale. Nel servizio di Alice Martinelli del 10 maggio scorso, Micaela ha denunciato le cattive condizioni dei mezzi con cui lavorano i dipendenti, dopo che due autobus erano andati in fiamme, diventando un caso nazionale. Mostrando le foto dei guasti alla nostra trasmissione Micaela avrebbe “leso l’immagine e la reputazione dell’azienda”.

"Io ho sempre denunciato la situazione, ma quello che Atac non mi perdona è che con il vostro servizio quelle cose le hanno viste due milioni di persone. Di conseguenza per la prima volta la Procura è entrata nelle officine di via Prenestina", ha commentato Micaela. 

“Quando mi hanno convocata mi hanno detto che la questione si poteva risolvere, ma che avrei dovuto firmare una lettera in cui chiedevo scusa per come mi ero espressa nel vostro servizio”, racconta Micaela. “Fin qui poteva anche andarmi bene. Ma quello che mi è stato proposto dopo è terribile. Dovevo dire che ero io a chiedere un’aspettativa fino a settembre per far ‘decantare la cosa’. E non è finita qui: dovevo accettare di perdere il mio ruolo di autista, diventando verificatrice o operatrice di stazione”. 

Micaela fa un sospiro, e ammette che in un primo momento “mi sono detta: ‘Ho sempre messo davanti al mio posto di lavoro la sicurezza dei lavoratori, ora devo mettere davanti il mio lavoro, anche se è un ricatto bello e buono’”. Micaela si prende del tempo per pensarci, “dopo pochi giorni ho risposto che non accettavo assolutamente”.

Ancora una volta Micaela non cede, nonostante la situazione per lei in questo momento sia davvero difficile, anche economicamente. “Riesco a mantenere una dignità grazie alla generosità dei miei colleghi, che mi danno una mano. Ma non lavoro da 40 giorni e non so se sarò licenziata o reintegrata. Vorrei che l’azienda mi facesse sapere al più presto di che morte morirò”. Tanto più che, “non essendo licenziata non posso usare la mia patente per fare altri lavori. Se la situazione continua in questa incertezza, a settembre cercherò qualcos’altro che non implichi un conflitto d’interessi. Forse farò le pulizie o la cameriera”.

“Mi hanno contestato di aver leso l’immagine dell’azienda. Non sono i bus che si incendiano a ledere la loro immagine, ma io che denuncio per la sicurezza dei cittadini?”, ci aveva detto Micaela subito dopo la notizia della sospensione. Nel servizio aveva raccontato che sui mezzi Atac “non c’è manutenzione, non ci sono i pezzi di ricambio”, mostrando foto e video di mezzi danneggiati che sarebbero stati messi comunque in circolazione. “Sono tutte foto che ho fatto fuori dalle rimesse. I colleghi che scrivono i guasti sul documento ufficiale della vettura vengono inseriti in una black list. Vengono fatti ‘i dispetti’, vengono tolti dagli straordinari”.

Guarda qui sotto il servizio di Alice Martinelli sui mezzi Atac a Roma.

L'ultima puntata

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