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Sul concorso pubblico della dirigente Inps, il Tar ha detto che non può decidere

Per i giudici calabresi l'Inps avrebbe sbagliato a presentare ricorso al tribunale ordinario. E ora rischiamo di far passare altri anni prima di una nuova sentenza sul caso

Arrivano novità sul caso della funzionaria dell’Inps Maria Teresa Arcuri, che per aver denunciato presunte irregolarità nell’assunzione della sua dirigente (aveva chiesto se il suo capo avesse superato o meno il concorso pubblico necessario per ricoprire la carica) era stata oggetto di mille traversie. Ed è il Tar della Calabria a portarle.

Come prevedibile il Tar, che avrebbe dovuto annullare gli atti sulla qualifica della dirigente (la cui mancanza di un concorso pubblico superato è ormai una certezza anche per l'Inps), ha dichiarato di non potersi pronunciare perché la competenza sarebbe del giudice del lavoro, che però su questa circostanza in realtà si è già pronunciato dichiarando l'illegittimità dell'assunzione dell'Infante. La dirigente intanto rimane tranquillamente al suo posto mentre per arrivare a una conclusione giudiziaria potrebbero volerci anni.

L'Inps dunque, nonostante sia assolutamente acclarato che il concorso sia inesistente, ha scelto, invece di licenziare la Infante e recuperare gli stipendi incassati, di attendere un pronunciamento di un altro organo. Resta in pratica aperta la domanda: perché l'Inps chiede ai giudici di fare quello che già può fare autonomamente?  

Su Maria Teresa Arcuri pende intanto la “spada di Damocle” di una sanzione che come vi avevamo raccontato nell’ultimo servizio inciderà su buonuscita e pensione.

Lei tira dritto, e ripete quasi fosse ormai un suo mantra : “È importante la legalità nella pubblica amministrazione. Così come importante il rispetto delle regole, perché noi siamo l’espressione dello Stato”.

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