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Elezioni in Messico, vince Obrador: primo presidente di sinistra

L’ampia vittoria di “Amlo”, legata anche al muro di Trump, riconosciuta a seggi appena chiusi. Populista e riformatore, promette lotta a disuguaglianze, corruzione e violenza dei narcos (su questo fronte vi riproponiamo un nostro reportage)

In Messico è stato eletto il primo presidente di sinistra nella storia della fragile democrazia del Paese. È Andrés Manuel López Obrador, detto “Amlo” (dalle iniziali di nome e cognome), 65 anni, leader della sinistra di Morena, Movimento di rigenerazione democratica.  Pochi minuti dopo la chiusura dei seggi, la vittoria, già prevista dai sondaggi, è stata riconosciuta dal candidato del partito al governo, José Antonio Meade, addirittura prima dell’uscita degli exit poll, appena chiuse le urne alle 23 di domenica 1 luglio (le sei di mattina di oggi in Italia): "Abbiamo perso, meglio riconoscerlo subito". 

La vittoria di Amlo del resto è di dimensioni molto ampie con il 53% dei voti, più del doppio del primo rivale, Ricardo Anaya al 22%, mentre Meade resta attorno al 16%. A questo si aggiunge la conquista della maggioranza assoluta di Camera e Senato e di Città del Messico, con la candidata sindaco Claudia Sheinbaum.

Populista e popolare in tutto il Paese, ex governatore di Città del Messico, Obrador nel 2006 aveva perso le elezioni per un mezzo punto e aveva chiesto alla gente di scendere in piazza, "contro i brogli" per chiedere il riconteggio dei voti poi non ottenuto.

Deve la sua elezione, che cambierà gli equilibri nel continente e soprattutto nell’America Latina) anche alla reazione dei messicani contro le dure politiche di chiusura all’immigrazione al confine volute dal presidente americano Trump (che pure si è, compreso il suo obiettivo di un muro al confine (vedi l’ultimo caso della separazione dei figli dai genitori). Trump si è comunque congratulato via Twitter: "Non vedo l'ora di lavorare con lui. C'è molto che può essere fatto per il bene di Stati Uniti e Messico!".

Obrador promette riforme sociali, lotta alla corruzione e alla criminalità. I cartelli dei narcotrafficanti continuano infatti a seminare violenza in tutto il Paese. Per capire le dimensioni di quest’ultima sfida, vi riproponiamo il bellissimo e raggelante reportage realizzato dalla Iena Cizco ad Acapulco del 19 novembre 2017.

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