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Giornata dell'Alzheimer: la storia di Giuseppe che cura la madre con la cannabis terapeutica

Il 21 settembre è la XXV giornata mondiale dell’Alzheimer. Le Iene si sono occupate di una cura alternativa e che conoscono in pochi: quella con la marijuana terapeutica

Oggi 21 settembre è la 25esima giornata mondiale dell’Alzheimer. E’ stata istituita per accendere i riflettori sulle conseguenze della patologia e sottolineare le scoperte della ricerca scientifica. L’Alzheimer è tra le forme di demenza più diffuse: colpisce 50 milioni di persone in tutto il mondo, 600mila delle quali sono in Italia. Si stima che nel 2050 i casi saranno il triplo.

Anche noi de Le Iene ci siamo occupati di Alzheimer e di una cura che allevia la sofferenza a chi ne è malato. In Italia non è prevista la possibilità di curare l'Alzheimer con la cannabis terapeutica, e quindi chi lo fa si assume anche le responsabilità penalie. Dino Giarrusso ci ha raccontato la storia della battaglia di Giuseppe, un ingegnere catanese, che cura l'anziana madre malata con l'olio di cannabis.

Lo prepara sotto i nostri occhi, come fa ormai da 4 anni, per mamma Lidia, che con questo medicinale fatto in casa riesce a stare meglio. Giuseppe ci mostra tutti i passaggi per preparare l’olio di cannabis. E’ costretto a improvvisarsi farmacista perché la cannabis terapeutica, legale in Italia dal 2014, è prescrivibile solo per alcune tipologie. E l’Alzheimer non è fra questi.

“Per poterla dare alla mamma commetto dei reati. Coltivarla è assolutamente illegale e anche somministrarla” riconosce Giuseppe. “Da quando la mamma assume un cucchiaino di olio di cannabis non ha più le crisi isteriche”. Con l’Alzheimer, nel cervello dei malati si formano le placche amiloidi che provocano perdita di memoria, aggressività, stati d’ansia. La cannabis coi suoi principi attivi rallenta l’accumulo di queste placche aiutando le cellule cerebrali sane a funzionare meglio.

“Ho somministrato il primo cucchiaio di olio alla cannabis alla sera, e la mattina dopo mia mamma era un’altra persona” ci dice Giuseppe. Così, assumendo regolarmente gli estratti è tornata alla normale vita di una signora della sua età, in grado di mangiare e bere autonomamente. La cannabis le ha dato anche serenità, eliminando gli attacchi di panico. Giuseppe, consapevole che aiutando la madre con la cannabis commette un illecito, alla fine ha deciso di autodenunciarsi per avere un processo.

Una provocazione simile a quella che Rita Bernardini ha fatto nei giorni scorsi, quando ha distribuito gratuitamente marijuana in un incontro pubblico a Foggia. Ad attendere la coordinatrice del partito radicale c’erano una cinquantina di persone, diverse di queste malate, ma non le forze dell’ordine. Tra le varie droghe distribuite c’era anche la marijuana terapeutica. "In Italia c’è una legge approvata nel 2007 sulla marijuana terapeutica che ancora oggi non riesce a entrare in funzione”, denuncia Bernardini. “Per i malati continua a essere un’odissea accedere alla cannabis come medicina".

Guarda qui sotto il servizio completo di Dino Giarrusso con la storia di Giuseppe che cura sua mamma Lidia con la cannabis light e il video di Rita Bernardini.

 

 

L'ultima puntata

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