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Distribuisce marijuana e non viene (ancora) arrestata | VIDEO

Nonostante l’annuncio fatto a Le Iene, Rita Bernardini è ancora a piede libero. A ricevere la cannabis c’erano diversi malati

Una cinquantina di persone a Foggia hanno accolto Rita Bernardini, che come aveva annunciato in un video pubblicato da Le Iene, ha distribuito gratuitamente la marijuana. Ma non c’erano le forze dell’ordine ad aspettarla, e la sua richiesta di essere arrestata è caduta, per l’ennesima volta, nel vuoto.

La settimana scorsa abbiamo pubblicato sul nostro sito l’appello della coordinatrice del partito radicale alla procura di Foggia: “Distribuirò la marijuana che coltivo sul mio terrazzo, arrestatemi”. Un appello indirizzato precedentemente al procuratore capo Pignatone, che però ha archiviato il caso. “Vorrei che la giustizia italiana mi trattasse come qualunque altro cittadino, e cioè con l’arresto”, ci ha detto Bernardini, già parlamentare, che ritiene che l’archiviazione sia avvenuta per non creare un caso politico. “Chi coltiva le piante di marijuana per curarsi o per uso ludico lo fa perché non vuole accedere al mercato criminale gestito dalle mafie”.

Fra i tipi di cannabis distribuiti dalla radicale a Foggia nel corso di un evento pubblico lo scorso 7 settembre c’era anche la super silver haze, con un THC estremamente elevato. E quindi totalmente illegale. Ma anche la marijuana terapeutica, che aiuta ad alleviare la sofferenza di molti malati. "In Italia c’è una legge approvata nel 2007 sulla marijuana terapeutica che ancora oggi non riesce a entrare in funzione”, denuncia Bernardini. “Per i malati continua a essere un’odissea accedere alla cannabis come medicina". E infatti erano diversi i malati presenti all’evento della seguace di Marco Pannella, fra cui Andrea Trisciuoglio, affetto da una sclerosi multipla che lo condanna a dei dolori lancinanti che gli impediscono i movimenti, che da anni si batte per i diritti dei malati ad accedere alla marijuana terapeutica.

Secondo l'Agenzia europea per le droghe l'Italia è il terzo paese per consumo di cannabis in Europa, dopo Francia e Danimarca. Un italiano su tre ne avrebbe fatto uso. "Il proibizionismo condanna alla galera tantissime persone", continua la radicale, "e rimpingua le casse della mafia. Lo scorso anno il Parlamento ha discusso una proposta di legalizzazione, ma poi non hanno avuto il coraggio di approvarla. Noi vorremmo che almeno si aprisse un dibattito. Perché i malati non devono essere privati della loro medicina".  L’eventuale arresto di Bernardini avrebbe sicuramente aiutato ad accendere i riflettori sulla cannabis. Ma neanche il procuratore di Foggia ha voluto mandare l’ex parlamentare dietro le sbarre. Chissà se le andrà meglio alla prossima iniziativa di disobbedienza civile. Perché c’è da scommetterci: Rita Bernardini “spaccerà” ancora.

 

Con la collaborazione di Mattia Moro

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