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News | di Matteo Gamba |

Massacrato davanti ai figli: il processo. “Una rosa per mio marito” | VIDEO

L’appello video della moglie per la prima udienza del 10 luglio. Il marito Iasen da due anni e mezzo è in stato vegetativo, i presunti aggressori sono liberi. Tutto per una lite condominiale

Quasi due anni e mezzo dopo il tragico pestaggio, il caso di Iasen, massacrato e ridotto in stato vegetativo dopo una banale lite condominiale, arriva in aula. Sul banco degli imputi ci sono tre fratelli originari dell’Est Europa come la vittima ma di un altro Paese. Sono accusati del tentato omicidio, in presenza di figli minori, di Iasen (tutti i nomi sono di fantasia, anche nell’appello della moglie che vedete qui sopra, per tutelare i figli minori coinvolti).

Il 10 luglio alle 9.30 è fissata l’udienza preliminare al Tribunale di Asti. La moglie Milena chiede “a tutte le persone che mi sono state vicine di venire davanti al Tribunale alle ore 8.30 con una rosa bianca in mano per sostenere mio marito”.

Per Iasen, che è comunque in condizioni irreversibili (come potete vedere dalla foto qui sotto), per la moglie e i quattro figli, ora c’è almeno, seppure dopo molto tempo, la speranza di avere giustizia. E per tutti, visti anche le minacce ricevute pure in ospedale, c’è anche la speranza che finisca un altro incubo, quello di trovarsi, come è già successo, a incrociare i presunti aggressori rimasti finora a piede libero.


Il 3 dicembre 2017 vi abbiamo raccontato per primi questa storia con Nina Palmieri, nel servizio che vi riproponiamo in basso. A raccontarci la tragedia, senza che gli inquirenti li abbiano ancora sentiti, sono stati tre dei quattro figli, minorenni, che dal balcone hanno assistito terrorizzati al tutto. Iasen, 40 anni, nel marzo 2016, dicono, è stato pestato a sangue per una banale lite di condominio.

Gli aggressori avrebbero usato, come recita la richiesta di rinvio a giudizio anche “bastoni, mazze e spranghe di ferro”, provocando “ferite al cranio con fratture e un arresto cardiaco” e lasciando l'uomo “in condizioni gravissime e irreversibili". Prima di essere ridotto nelle condizioni che vedete nella foto, Iasen era un ex militare di un metro e novanta per 100 chili (per questo non abbiamo oscurato il suo volto, ci ha già pensato questa tragedia a renderlo irriconoscibile).

All’origine di questa violenza feroce ci sarebbe l’ultima di una lunga serie di liti, in un piccolo condominio, per il frastuono che arrivava alla famiglia di Iasen dal piano di sotto dove abitano i tre fratelli. L'uomo scende, alterato, per fermare una festa con tanto di gazebo che si teneva in cortile: da un diverbio si sarebbe passati massacro, prima all'aperto e poi dentro a un garage.

Dopo il servizio, vi abbiamo raccontato su questo sito di come la famiglia di Iasen abbia finalmente trovato un avvocato e dei vari passi processuali, dalla chiusura indagini alla richiesta di rinvio a giudizio. Ora si parte con l’udienza preliminare: continueremo naturalmente a tenervi aggiornati.

“Dopo tanti mesi di sofferenza siamo arrivati all’udienza”, ci ha detto l'avvocato Mattia Alfano, che difende la famiglia. “Il nostro obbiettivo primario sarà quello di riuscire a far sentire i figli della povera vittima, testimoni di un atto feroce e due volte vittime: sia perché sono senza un padre da quel tragico giorno sia perché la Giustizia Italiana non ha consentito loro finora di raccontare tutto quello che hanno visto”.

Non resta che ripetere la frase con cui la nostra Nina chiude il servizio: “Speriamo che chi sta seguendo le indagini possa almeno dare un po’ di giustizia e tranquillità a questa famiglia”.

Guardate qui in basso tutto l servizio di Nina Palmieri del 3 dicembre 2017, in cui si ricostruisce quanto è avvenuto, con la testimonianza dei figli, e in cui la nostra Iena ha anche portato una foto di come è ridotto Iasen ai presunti aggressori.

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