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Pedofilo latitante manda le vittime a processo, poi lo fa sempre rinviare

Percy, peruviano, è stato condannato in via definitiva per abusi su una bambina connazionale di 7 anni. Latitante, è riuscito a far processare padre e zia della piccola per averlo aggredito

Un nuovo rinvio, un nuovo cavillo paradossale per un processo paradossale. Parliamo di quello nato dalla denuncia del peruviano Percy Jesus Diaz Ortiz, latitante e condannato in via definitiva a 3 anni per abusi sessuali su una bambina connazionale di di 7 anni, contro la zia e il padre della piccola che l’avrebbero aggredito quando era ancora libero in Italia in attesa dell’ultima sentenza (cliccando qui potete ripercorrere la terribile storia degli abusi, che abbiamo raccontato per primi).

Il 3 maggio il processo era stato rinviato a oggi, 31, perché il difensore di Percy aveva aderito a uno sciopero degli avvocati. Il nuovo rinvio, al 13 settembre, è dovuto a un ritardo della notifica del procedimento, eccepito dal suo legale, proprio a Perù proprio per non andare in carcere. Con una strategia di difficile comprensione che di fatto è una nuova tortura per la famiglia della bambina

“A questo punto spero che venga in Italia per firmare la costituzione di parte civile al suo difensore”, ci ha detto l’avvocato della famiglia della bambina, Mattia Alfano. “Questo permetterebbe il suo arresto al momento dell’ingresso nel nostro Paese”.

Tutto nasce da uno scontro, avvenuto dopo gli abusi e prima della fuga di Percy, con la zia e il padre della bambina (non citiamo i loro nomi per tutelare la minore). Medicato al pronto soccorso ha rimediato ferite “guaribili in tre giorni”. Ha denunciato comunque i parenti della piccola, peruviani anche loro, e il pm ha chiesto e ottenuto il rinvio a giudizio con l'aggravante dei “motivi abietti”, “ovvero per vendetta rispetto ai fatti commessi ai danni della parente minore".

Percy, come vedete anche nella foto in alto, è un cantante peruviano di 36 anni noto in patria. La famiglia di connazionali gli aveva affittato una stanza. L'11 luglio 2013, la figlia di 7 anni chiama allarmata il padre alle 10 di mattina dicendo: “Percy è entrato in camera”. Si scoprirà che aveva abusato sessualmente della piccola e che non era la prima volta.

Percy viene condannato in primo e in secondo grado a tre anni di carcere, con il patteggiamento, e la sentenza diventa definitiva. “I genitori e la figlia sono devastati”, commenta l'avvocato Mattia Alfano. “Non hanno trovato ancora risposta dallo Stato e e si trovano pure sotto processo. Ma non ci arrenderemo. Il nostro obiettivo è quello di chiedere in tutte le sedi possibili l'arresto internazionale per l'uomo che ha rovinato la vita di una bambina”.

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