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Terra dei fuochi, il ministro Costa: “Chi ha inquinato se ne vada”

Noi de Le Iene avevamo sperato che la Terra dei fuochi sarebbe stata la priorità per il neoministro dell’Ambiente. Costa sembra seguire la linea: “Chiedo il Daspo ambientale, misure più consistenti e la confisca dei beni agli eco-mafiosi”

Appena insediato, avevamo chiesto al ministro dell’ambiente, Sergio Costa, se la Terra dei fuochi sarebbe stata la sua priorità. Un tema di cui noi de Le Iene ci siamo occupati ampiamente grazie al lavoro di Nadia Toffa. In occasione della presentazione del Decreto Terra dei Fuochi, la risposta del ministro sembra già arrivare. 

“Chiedo che la legge sugli eco delitti del 2015 venga tagliandata. Chiedo il Daspo ambientale: chi ha inquinato se ne vada dalle nostre terre. Chiedo che anche alcuni reati ambientali (per esempio illecita gestione dei rifiuti e traffico non organizzato dei rifiuti), che oggi sono dei reati contravvenzionali, diventino delitti, con una misura afflittiva più consistente. E chiedo una terza cosa: che il sistema di confisca applicato ai mafiosi venga applicato anche agli eco-mafiosi, che per me non sono solamente coloro che sono associati a un clan, ma sono coloro che hanno inquinato le nostre terre”, ha detto il ministro.

Generale comandante dei Carabinieri forestali della regione Campania, Sergio Costa è stato fortemente voluto da Luigi Di Maio nel governo Conte. Il suo nome è legato all’inchiesta sulla Terra dei fuochi, territorio compreso fra Caserta e Napoli, chiamato anche Triangolo della morte. Lì, le persone muoiono di tumore tre volte di più che nel resto d’Italia.

Perché lì, per anni, la camorra ha smaltito ogni genere di rifiuti speciali in discariche abusive o ha bruciato quei rifiuti in roghi tossici, avvelenando così terra e aria.

Nadia Toffa, nella sua inchiesta, ha intervistato Carmine Schiavone, boss dei casalesi poi pentito. “Andare in discarica significava che distruggere ognuno di quei fusti costava 2 milioni. Mentre dandolo ai clan costava 200 mila lire”, ha spiegato Schiavone alla nostra Iena. “Quel materiale arrivava dalle centrali tedesche, austriache, svizzere. Arrivavano fanghi tossici, coloranti, amianto, piombo, cadmio, e persino scorie nucleari”.

Schiavone ci ha indicato i campi dove erano stati interrati i rifiuti tossici, poi interdetti per la coltivazione. Siamo andati su quei terreni e abbiamo trovato coltivazioni di friarielli, pomodori, pesche, cibo che qualcuno avrebbe poi mangiato. 

Le quantità di metalli pesanti che abbiamo trovato con le analisi, fra cui mercurio, arsenico, piombo, erano di tanto superiori a quelle ammesse per legge, e se consumate per un periodo molto lungo possono determinare gravi patologie. Fra cui i tumori.

“Le terre sono così contaminate che tutto quello che mangiamo e beviamo non è più sicuro”, ci ha raccontato nel 2013 Filomena, 26enne che, malata di tumore, non ce l’ha fatta. “In questo palazzo ci sono sei persone con ‘la malattia’. Tre sono morte”. E ad ammalarsi sono anche i bambini. Come Dalia, piccola morta a 12 anni per un linfoma di hodgkin.

La nostra Iena ha intervistato anche Roberto Mancini, il poliziotto che per anni aveva indagato sugli sversamenti illegali di rifiuti proprio in quelle zone. Nel 2002 gli venne diagnosticato il tumore, e nel 2014 non ce l’ha fatta.

Guarda qui sotto l’inchiesta di Nadia Toffa sulla Terra dei fuochi.

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