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Tso: ucciso a 21 anni, ora la Polizia si doterà di taser

Jefferson Tomala, padre di una bambina di due mesi, è morto durante un Trattamento sanitario obbligatorio. Un tema di cui noi de Le Iene ci siamo occupati più volte, da Andrea Soldi a Franco Mastrogiovanni

Jefferson Tomala, 21 anni. Un altro nome si aggiunge alla lista delle morti avvenute durante un Trattamento Sanitario Obbligatorio. Jefferson si aggiunge a quelli di Andrea Soldi e Franco Mastrogiovanni per i quali anche Le Iene si sono impegnate per fare chiarezza.

Il nuovo caso è avvenuto a Genova. Siamo a casa di Jefferson, di origine ecuadoriana, dove vive con la compagna e la figlia di appena due mesi. Scoppia una lite furibonda, forse lui è ubriaco. Brandendo un coltello minaccia tutta la famiglia di morte. Si teme che possa fare una strage per poi uccidersi.

La compagna spaventata e preoccupata per la sua crisi di nervi chiede aiuto per telefono. Quello che ha visto finora però non sa che è solo l’inizio. Si presentano i sanitari con in supporto della polizia come previsto in questi casi. Iniziano le cure del 21enne, ma durante questi momenti concitati succede qualcosa di imprevisto.

Jefferson ha una nuova crisi e minaccia. Intervengono i poliziotti che gli spruzzano dello spray al peperoncino negli occhi. Ma la situazione precipita ancora. Il 22enne ha in mano il coltello col quale pochi minuti prima aveva minacciato i suoi familiari. Un poliziotto rimane ferito. Gli agenti aprono il fuoco. Jefferson viene raggiunto al torace dalle pallottole: per lui, non c’è più nulla da fare.

Per la Procura è stata legittima difesa, per i familiari della vittima un abuso tragico di potere (nella foto in alto, Santiago Tomala, il fratello della vittima). Ora è stata aperta un’inchiesta per fare chiarezza. “All’agente che ha sparato a mio figlio dico che è un incompetente e non merita la divisa, se la deve togliere”, dice la madre che sta vivendo il dramma assieme alla compagna di Jefferson. “Volete la verità? Mio marito aveva litigato con me e un po’ con i fratelli, ma era calmo: è tornato a casa e si è addormentato”, ha scritto la compagna, Nataly Giorgia Tamalà, su Facebook. “Gli hanno spruzzato il peperoncino negli occhi e lo hanno provocato. L’hanno ammazzato: voglio giustizia, mio marito non era un delinquente, lavorava per dare un futuro a me e mia figlia”.

Proprio in queste ore, il capo della polizia Franco Gabrielli annuncia l’introduzione di una nuova arma. Si tratta dei taser, pistole che attraverso l’elettricità colpiscono i muscoli delle persone per paralizzarli. “Abbiamo terminato l’iter per dotarne il nostro organico e inizieremo a breve una sperimentazione sul campo”, dichiara. 

Il caso di Jefferson si somma a quelli di tante altre persone che nel momento di maggiore debolezza come quello del Tso hanno incontrato la morte. In passato ci siamo occupati di Andrea Guerra, morto per “violenta asfissia da compressione” durante un trattamento sanitario obbligatorio avvenuto il 5 agosto del 2015 a Torino. Tre anni più tardi, tre agenti della polizia municipale e uno psichiatra sono stati condannati un anno e otto mesi per la sua morte.  Nel 2016 con Gaetano Pecoraro vi abbiamo raccontato di un caso simile, altrettanto tragico, quello di Franco Mastrogiovanni, maestro elementare, morto a 58 anni nel 2009 dopo quattro giorni di Tso. Nel servizio “Così si muore in un ospedale italiano”, che vi riproponiamo qui sotto, si vede il trattamento a cui è stato sottoposto, ripreso dalle telecamere dell'ospedale. Immagini fondamentali, un documento unico e terribile nella storia di questo Paese, che hanno portato alla condanna, in questo caso di 6 medici e 11 infermieri.

Sfoglia qui sotto nella gallery le foto del servizio.​

Tso mortale: il caso di Franco Mastrogiovanni

 
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Guarda qui in basso il servizio completo di Gaetano Pecoraro.

L'ultima puntata

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