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Sara Del Mastro, la mamma: “Nessuno sconto per l'aggressione con l'acido”

Parla la mamma di Sara Del Mastro, arrestata un mese fa per l’aggressione con l’acido a Legnano (Varese) a Giuseppe Morgante. Veronica Ruggeri aveva incontrato la Del Mastro prima che sfregiasse il ragazzo: non accettava la fine di una loro frequentazione

Che paghi fino all’ultimo giorno la sua colpa. Fino all’ultimo minuto. Non abbiamo chiesto sconti e non lo faremo”. Parla al Corriere la mamma di Sara Del Mastro che un mese fa a Legnano (Varese) ha aggredito con l’acido Giuseppe Morgante, 29 anni. Nel servizio di Veronica Ruggeri, che potete vedere qui sopra, vi abbiamo raccontato ogni particolare di questa agghiacciante vicenda. Dal video registrato da Giuseppe pochi istanti prima dell’aggressione, all’intervista esclusiva pubblicata su iene.it ad Arianna Penone, una conoscente del 30enne vittima anche lei di stalking da parte della Del Mastro.

La donna, 38 anni, si trova tuttora in carcere a San Vittore accusata di stalking e lesioni personali gravissime: “Non abbiamo invocato i domiciliari e non l’abbiamo mai nemmeno ipotizzato”, dice la mamma. “Ha fatto del male a un’altra persona. L’ha fatto da madre, e in ogni suo comportamento una madre deve pensare non a se stessa ma ai figli”. In questa vicenda c’è anche il dramma della figlia della donna. La bambina di 8 anni è stata affidata ai nonni in attesa che si pronunci il Tribunale dei minori: “La piccola è seguita anche da uno psicologo, è circondata dal massimo amore. Non dipende unicamente da noi, ci saranno le valutazioni di assistenti sociali e giudici”.

L’aggressione è avvenuta la sera del 7 maggio. Alla nostra Veronica Ruggeri poco prima Giuseppe Morgante ha raccontato che cosa doveva subire ogni giorno da Del Mastro. Telefonate continue fino a 800 al giorno, messaggi, pedinamenti. Tutto perché non accettava la fine di una frequentazione durata neanche 40 giorni. La Iena era poi stata da lei per capire che cosa avesse in mente.

Quella sera Giuseppe parcheggia sotto casa sua. Dall’auto dietro scende Sara, lo invita dal finestrino ad avvicinarsi, “per chiedere scusa” e in una frazione di secondo gli scaglia in faccia e sul petto un bicchiere con un liquido scuro e denso, un acido potentissimo. Davanti agli occhi esterrefatti del fratello gemello di Giuseppe. Sara scappa di corsa con la sua macchina per consegnarsi poi ai Carabinieri.

Giuseppe viene ricoverato in ospedale per ustioni di terzo grado all’addome, al torace, al collo, alle mani e al volto. La nostra Veronica Ruggeri lo aveva raggiunto nel reparto di rianimazione poche ore dopo l’aggressione. “Me lo sentivo che succedeva qualcosa, era destino”, ci dice con il volto nero e la bocca gonfia. “Ho scoperto alla fine che la gente è cattiva comunque. L’importante è che finisca la ronda sotto casa, poi il resto non mi interessa”.

Giuseppe ha il volto sfregiato e l’occhio sinistro devastato. Dovrà essere sottoposto ad altri interventi chirurgici.  “Quel povero ragazzo ha denunciato e Sara non è stata fermata”, dice lo zio della donna. “Girava con tre cellulari, non capivamo mai cosa diavolo ci facesse, con tutti quei dannati telefonini”.

dopo il nostro servizio
Hatem Moustafa, il padre della ragazza italiana di origini egiziane morta dopo essere stata brutalmente picchiata in Inghilterra da un gruppo di giovanissime bulle come vi abbiamo raccontato con Pablo Trincia, commenta la condanna per due di loro a 8 e 12 mesi: “Una parente mi ha riso in faccia, sono in guerra da solo contro l’Inghilterra, per salvare la mia famiglia: perché l’Italia non mi aiuta?”

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