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Al Baghdadi, l'Isis e la storia del Rambo iracheno che li combatte | VIDEO

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L’autoproclamato Califfo dello Stato islamico è stato ucciso da un raid americano, ma l’Isis sembra aver approfittato dell’invasione della Turchia contro i curdi per rinvigorirsi. Con Gaston Zama vi raccontiamo la storia del Rambo iracheno, che ha combattuto contro i miliziani dell’Isis

Abu Bakr al-Baghdadi, l’autoproclamato Califfo del sedicente Stato islamico, è morto. Ad annunciarlo è stato il presidente degli Stati Uniti Donald Trump: il leader dell’Isis è stato ucciso in un raid delle forze speciali americane. È un grande momento per tutti coloro che combattono lo Stato islamico, ma gli jihadisti stanno rialzando la testa proprio in questo periodo.

L’Isis sta infatti sfruttando l’invasione della Turchia ai danni della Siria curda per liberare molti suoi guerriglieri finiti prigionieri. “Cinque anni di lavoro sono stati buttati”, lamentano le autorità curde. A lavorare contro l’Isis era stato anche il “Rambo iracheno”, un soldato diventato famoso dopo esser stato filmato mentre spara con una mitragliatrice in spalla senza indietreggiare.

Grazie alla somiglianza con il noto Rambo interpretato da Sylvester Stallone, Ayyub Faleh al Rubaie è diventato una sorta di leggenda tra coloro che si oppongono allo Stato islamico. I racconti delle sue gesta di guerra parlando addirittura di 1.500 jihadisti uccisi. Sono racconti probabilmente esagerati ma che hanno contribuito ad accrescere la sua leggenda, tanto da essere soprannominato Azrael come il biblico Angelo della morte.  

“Illa tahin”, cioè “rimarrà solo farina”, è il ritornello che accompagna tanti video in cui appare il Rambo iracheno. Una frase che ha ispirato tantissimi di coloro che combattono contro lo Stato islamico. La sua idea era quella di contrapporre alla tristemente nota e crudele campagna mediatica dell’Isis una altrettanto violenta campagna di guerra contro di loro. In un video si vede l’Angelo della morte che cerca di squartare il corpo di un miliziano a terra per strappargli il cuore.

Lui è fondamentale per alzare il morale delle nostre truppe”, ha detto un ufficiale dell’esercito iracheno. In poco tempo è diventato una bandiera nella lotta all’Isis: i suoi modi crudeli sono stati la chiave del suo successo tra le persone vittime dello Stato islamico. Il Rambo ha partecipato anche alla famosa battaglia per liberare Mosul, che ha lasciato la città completamente distrutta.

“L’unica cosa che chiedo è una fine degna, io sono disposto a morire come un martire”, dice mentre mostra la sua famiglia alle telecamere. Fino a poche settimane fa la guerra all’Isis sembrava finita, e Rambo sembra poter essere accusato di crimini di guerra e la sua pagina Facebook ufficiale è sparita. Adesso lo si può trovare su Instagram: forse si sta solo riposando in attesa della prossima guerra.

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