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Asino caricato in macchina: Tony è stato assolto | VIDEO

Era diventato virale su internet il video in cui Tony caricava in macchina il suo asinello Piriddu: aveva attirato insulti e una denuncia per maltrattamento di animali. Ma quando siamo andati a conoscerlo con Nina Palmieri, Tony ci ha raccontato una versione molto diversa su come stavano le cose e in molti vi siete ricreduti. Ora è arrivata l’assoluzione.

“Sono molto contento, ci speravo nell’assoluzione perché non ho fatto nulla di male”. Tony Provenzano è finalmente sollevato mentre al telefono ci dà la notizia: è stato assolto dopo essere stato denunciato da un animalista di Trapani per maltrattamento di animali. La sua storia è finita su tutti i social e inizialmente il web si è scagliato contro di lui per un video in cui caricava a forza un asinello su una Fiat 126. Il video è diventato virale e ha attirato le polemiche violente delle associazioni animaliste e degli amanti degli animali. Ma molte persone, dopo aver conosciuto Tony e ascoltato la sua versione nel servizio di Nina Palmieri, si sono ricredute e alcune di quelle che lo avevano insultato hanno addirittura chiesto scusa. La Iena è andata fino al paesino del muratore, sulle Madonie, nella Sicilia rurale, per farsi raccontare la vicenda direttamente da Tony.

Le cose, infatti, non stavano proprio come quel video pubblicato su Internet poteva far pensare. “Piriddu ha gli zoccoli piccoli e si rovinano facendolo camminare sull’asfalto, l’ho messo in auto per risparmiargli un viaggio di diversi chilometri”.  Piriddu, ci ha spiegato Tony, per lui è quasi un animale domestico, allevato come fosse un cane, compagno di giochi dei suoi tre bambini. 

Quel passaggio in auto a Tony è costato una denuncia per maltrattamento di animali. “Piriddu sta benissimo”, ci assicura al telefono, contento per la notizia dell’assoluzione. “Domenica torno da lui e stappo uno spumante con il mio asinello per festeggiare insieme”, dice ridendo. E ci racconta che ora nel paese lui e Piriddu sono delle celebrità: “Mi sono arrivate 600 richieste di amicizia dopo il vostro servizio e alcune persone sono anche venute qui a trovarmi per conoscermi!”. 

Una nostra fonte interna alla Corte costituzionale ci ha riferito che il presidente della Repubblica avrebbe telefonato al presidente della Corte Costituzionale, chiamata a pronunciarsi il 24 settembre sul suicidio assistito. Abbiamo cercato fin dalla mattina di avere la versione del Quirinale, che ha smentito solo nel tardo pomeriggio. E solo una volta uscito l’articolo. Mentre la nostra fonte conferma tutto  

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