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News | di Beatrice Pratellesi |

Asperger, David contro Greta Thunberg: "No, non è un superpotere"

Greta Thunberg, l'attivista svedese che si batte per l’ambiente, ha parlato sui social della sua sindrome. Ma c’è chi, come David, Asperger di 26 anni, dissente: “Non credo che avere l’Asperger ci renda speciali"

“Ho la sindrome di Asperger e questo vuol dire che qualche volta sono un po' diversa dalla norma. E, nelle giuste circostanze, essere diversa è un superpotere”. Greta Thunberg, la sedicenne svedese diventata simbolo delle lotte dei ragazzi contro la crisi climatica, ha parlato sui social della sindrome di Asperger: “Prima di cominciare a fare gli scioperi a scuola non avevo energia, amici e non parlavo con nessuno. Stavo solo lì a casa seduta e mangiavo. Tutto questo ora è passato perché ho trovato uno scopo in un mondo che spesso sembra vuoto e senza significato a così tante persone”.

Ma non tutti la pensano così. “Non credo che avere l’Asperger ci renda speciali”, ci dice David Catoni, Asperger di 26 anni che noi de Le Iene abbiamo conosciuto qualche tempo fa, nell’intervista che potete vedere qui sotto. David la pensa diversamente dai molti che vedono Greta come un modello: “Io non voglio tanto, chiedo solo un gruppo di amici, sconfiggere l’emarginazione. Questo non fa di me una persona con superpoteri. Non fraintendetemi, sono contento che Greta abbia trovato una battaglia da perseguire e uno scopo”, continua David, “ma penso che il più grande nemico di noi Asperger sia la solitudine e avere tanti impegni e una battaglia da portare avanti non significa avere vita sociale”. 

"Ci sono tanti Asperger che si impegnano in lotte onorevoli", spiega David, "ma penso che il vero problema sia il modo in cui veniamo visti dagli altri”. Il fatto che una ragazzina, diventata per tanti un simbolo, parli apertamente della sua sindrome per David è comunque positivo: “Fa bene a rivendicare quella che non è assolutamente una malattia né qualcosa da cui si è ‘affetti’, ma soltanto un modo di essere. In questo modo può aiutare altri Asperger a non isolarsi e a non autoincolparsi per il solo fatto di essere diversi”.

E Greta ha lanciato un messaggio rivolto proprio ai ragazzi “aspie”: “Quando gli hater se la prendono per il tuo aspetto e la tua differenza, significa che non sanno dove andare. E tu sai che stai vincendo».

“Una figura come Greta può essere di supporto agli Asperger che sentono di non farcela”, dice Davide Moscone, psicologo e psicoterapeuta presidente dell’associazione Spazio Asperger Onlus e Direttore Clinico di CuoreMenteLab. “Vedere che lei ce l’ha fatta può dare coraggio a questi ragazzi. Il fatto che una giovane parli al mondo della propria sindrome può aumentare la loro autostima, aiutarli a non vergognarsi”. 

È giusto parlare, come ha scritto Greta, di “superpoteri”? “Non dobbiamo pensare a supereroi in stile Marvell”, risponde Moscone. “Anche se devo dire che in alcuni personaggi rivedo qualche tratto degli Asperger: Spiderman socialmente era un inetto. Ma se per ‘superpoteri’ intendiamo dei talenti particolari, questo è sicuramente vero per molti Asperger. Senza cadere nello stereotipo dell’‘Asperger uguale genio’, molti Asperger hanno delle abilità particolarmente spiccate, come una memoria prodigiosa o un ‘iperfocus’, ovvero una capacità di concentrazione molto alta in interessi particolari. Nel caso di Greta, l’interesse speciale è l’ambiente”. E quanto c’entra la sindrome di Asperger nella determinazione che Greta mette nella sua battaglia a difesa dell’ambiente? “C’entra eccome”, spiega Moscone. “Tra i punti di forza degli Asperger c’è proprio la determinazione, spesso rivolta proprio alla ricerca della verità. Sono persone solitamente molto volitive per quanto riguarda i loro interessi, mentre se non trovano una cosa interessante non c’è modo di fargliela entrare in testa. Nel caso di Greta poi c’è il contributo della famiglia che la segue e la sostiene: genitori competenti che hanno saputo amplificare la sua forza. Certo, di Greta Thunberg ce n’è una, ma il suo apporto è importante per la causa: parlare della sindrome di Asperger apertamente e in maniera corretta”. 

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