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Blackout Challenge, la folle sfida web: se ne parla anche nelle scuole | VIDEO

A Prato una scuola ha indetto un’assemblea genitori e figli per sensibilizzare sulle tematiche del blackout challenge. Tra gli ospiti anche Matteo Viviani e il padre di Igor, il ragazzo che sarebbe morto a 14 anni a ilano per questa folla sfida di cui vi avevamo parlato nel primo servizio

Lo scorso settembre Igor Maj è morto per una folle sfida online: il Blackout challenge. Un pericolosissimo “gioco” che consiste nel legarsi qualcosa al collo fino a svenire per qualche istante.

Dopo il nostro primo servizio si è parlato molto di questa sfida e dei pericoli che comporta per i nostri ragazzi. Però, oltre alle parole c’è chi passa ai fatti come ci spiega questa docente: “Nel nostro istituto non ci sono mai stati casi del genere. Ma noi siamo un istituto formativo è nostro dovere parlarne. La prevenzione si fa prima, non dopo che le cose accadano”.

In quell’assemblea oltre a Matteo Viviani, c’è anche Ramon, il padre di Igor Maj, che ci tiene a leggere a tutti un messaggio di un amico che gli è arrivato proprio dopo la messa in onda del nostro servizio. “Abbiamo fatto vedere il servizio ai nostri figli. Una di loro ci ha detto che dopo il servizio ha capito quante cose brutte ci sono là fuori, indicando la finestra, poi ha preso il cellulare in mano e ha detto, anzi, qui dentro”.

Il messaggio che se ne trae è fondamentale: genitori e figli devono comunicare a anche su queste cose.

Una nostra fonte interna alla Corte costituzionale ci ha riferito che il presidente della Repubblica avrebbe telefonato al presidente della Corte Costituzionale, chiamata a pronunciarsi il 24 settembre sul suicidio assistito. Abbiamo cercato fin dalla mattina di avere la versione del Quirinale, che ha smentito solo nel tardo pomeriggio. E solo una volta uscito l’articolo. Mentre la nostra fonte conferma tutto  

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