>External linkFacebookFacebook MessengerFull ScreenGoogle+InstagramLinkedInNewsmostra di piùTwitterWhatsAppClose
News | di Alessandro Barcella |

Bonus cultura: “Truffato due volte da uno sconosciuto”

Giorgio, nato nel 2000, potrebbe spendere il suo bonus di 500 euro in cultura, ma decide di “venderlo” per 400 euro. Una cosa illegale, oltre che sprovveduta. E infatti il suo “acquirente”….

“Pochi giorni fa sono stato contattato da un ragazzo che sapeva che sono maggiorenne e che mi ha offerto dei soldi in cambio del mio bonus cultura”.

A scriverci è un ragazzo toscano, che per ovvi motivi preferisce rimanere anonimo. Eh sì perché il giovane, che dice di non aver capito all’inizio che la cosa fosse illegale, ha provato a vendere e a cambiare in denaro quel bonus cultura che è destinato ai nati nell’anno 2000 (ma esclusivamente per acquistare libri e altro materiale di natura culturale).

Un ricco mercato, sempre più fiorente soprattutto sui social e sulle piattaforme di messaggistica (da WhatsApp a Telegram), come vi abbiamo già documentato in questi nostri articoli. Vi abbiamo raccontato come la compravendita del bonus cultura stia proliferando sui social network, attraverso annunci civetta pubblicati su Facebook, e come poi la trattativa si sposti sulle chat di Telegram e di Instagram. Un “mercato” affollatissimo di 18enni pronti a vendere e, ovviamente, di “affaristi” disposti a comprare per gli scopi più diversi.   

È quello che ha tentato di fare questo ragazzo, che contatta Giorgio (il nome del 18enne è ovviamente di fantasia) e prova a “tentarlo”: “Hei ciao. Ma sei 2000? Praticamente il ministro ha dato un buono di 500 euro che si può spendere solo in libri e in materiale scolastico ma io ho una cartolibreria che invece del buono do 400 euro ma in contanti e tu per ogni persona che porti prendi 50”.

 

L’acquirente, per dimostrare al giovane la propria “buona fede”, gli manda addirittura la scansione di alcuni documenti di identità, che in teoria dovrebbero essere i suoi. Guardate qui sotto.

 

 

“Non ero a conoscenza che fosse illegale. D’altronde il Dio denaro su un ragazzo di 18 anni che studia fa un certo effetto – commenta ingenuamente Giorgio  -. Questo ragazzo mi ha assistito fino all’ottenimento del buono attraverso le poste e 18app e una volta ottenuto il buono in portafoglio virtuale – prosegue - mi ha chiesto di convertirlo in buono fisico per negozi indicando l’acquisto di libri. Per tutti e 500 gli euro. Addirittura io per esser sicuro di non esser truffato ho finto che mio padre fosse finanziere, ma lui non ha battuto ciglio, confermando di aver già fatto ottenere i soldi ad altre due ragazze della sua stessa città”.

 

Giorgio manda al giovane il buono, che in seguito  scopre essere stato prelevato dalla zona di Caserta, e resta in attesa del suo “guadagno”:  quei 400 euro facili facili che gli sono stati promessi.

Ma quando si fa una cosa illegale (perché ricordiamo che vendere il bonus cultura cercando di convertirlo in denaro è assolutamente illegale!) capita che ci si imbatta in personaggi del tutto privi di scrupoli. E così questo acquirente, dopo aver utilizzato per i suoi scopi il buono di Giorgio, aggiunge ad un atto illegale, una truffa. E scompare senza mandargli sulla sua postepay i 400 euro di guadagno promessi.

 

“Quando gli ho chiesto quei soldi mi ha detto che se non trovo un altro bonus di uno nato nel 2000 l’edicola non li può convertire  in soldi, perché ci rimetterebbe troppo di Iva”, aggiunge il ragazzo truffato. Insomma, abbiamo a che fare con un truffatore sì, ma accorto contabile.

Naturalmente, una volta scambiato il proprio bonus, non si può tornare indietro: “ Quando ho provato a contattare 18app chiedendo se fosse possibile riavere il buono, dopo aver spiegato com’era andata, mi è stato detto che era una cosa illegalissima e passibile di denuncia. Allora ho provato a chiamare il ragazzo per dirgli che non ne volevo sapere più niente, ma quel numero telefonico di WhatsApp ora risulta inesistente”.

Giorgio pensa di avere ancora un’arma a disposizione: “Ho i documenti del truffatore e il nome dell’edicola che ha usato il mio buono, con tanto di indirizzo”. Ma secondo voi un truffatore organizzato è davvero così sprovveduto da mandare i propri documenti originali? E infatti, poco tempo dopo, Giorgio ci racconta: “L’edicola che si è intascata il mio bonus risulta una ditta individuale, ma guardando sulle mappe di Google a quell’indirizzo non c’è nessun negozio del genere”.

Cari 18enni, correte a spendere il vostro bonus in cultura, perché come disse una volta Voltaire “Il mondo fu sempre composto di truffatori e di gente cui piace farsi truffare”.

anticipazione

Carolina Orlandi, figlia di David Rossi, annuncia che la sua famiglia chiederà la riapertura delle indagini sulla morte dell’ex capo dell’area comunicazione della Banca Monte dei Paschi di Siena: “la Procura di Siena sarà davvero con noi questa volta?”. Giovedì 21 marzo alle 21.10 su Italia1 non perdetevi lo speciale de Le Iene: “Caso David Rossi: suicidio o omicidio?”

L'ultima puntata

Questo sito utilizza cookie tecnici, di profilazione e di marketing, anche di terze parti, per inviarti pubblicità e servizi in linea con le tue preferenze. Per saperne di più o negare il consento a tutti o alcuni cookie CLICCA QUI.
Continuando la navigazione acconsenti all'utilizzo dei cookie.