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“Mio figlio nato nel boschetto della droga, mi farà uscire da questo inferno”

Dice che riconoscerà il figlio e assieme a lui si sottoporrà al percorso di disintossicazione dall’eroina, la mamma che domenica notte ha partorito all’interno del boschetto della droga di Rogoredo (il neonato è nato in astinenza da eroina). Tra gli spacciatori e i tossicodipendenti di Milano ci siamo stati anche noi con la Iena Cizco e ci siamo anche tornati denunciando una situazione allucinante nota a tutti ma che rimane identica da troppo tempo

Mio figlio è il sole che mi farà uscire da questo inferno”. Lo dice al “Corriere della Sera”, la mamma che domenica sera ha partorito nel boschetto della droga di Rogoredo, alle porte di Milano. Il piccolo è nato in astinenza da eroina, ereditata dalla mamma tossicodipendente.

La madre ha detto che intende riconoscere il bambino e assieme a lui si sottoporrà al percorso di disintossicazione. Del padre non c’è traccia, all’anagrafe la donna ha lasciato la scritta “Ignoto”. Madre e figlio sono seguiti dalla clinica Mangiagalli, dove sono arrivate domenica notte. Il neonato è stato partorito all’interno della cascina di via Orwell a ridosso della stazione di Rogoredo. Una struttura abbandonata diventata il riparo per una decina di senzatetto. Proprio da qui è partita una chiamata al 118: “Venite, una donna sta partorendo”. I sanitari hanno aiutato la mamma nel parto. Poi l’hanno trasportata con il piccolo in ospedale, dove i medici stanno affrontando la “neonatal abstinence syndrome”, la “crisi di astinenza neonatale”.

La ragazza è arrivata in Italia dall’Ucraina nel 2015, dopo aver girato l’Europa. Nel Paese di origine avrebbe aver lasciato alla madre un altro figlio di 7 anni. Dai primi accertamenti emerge che la tossicodipendenza dovrebbe essere recente e per lo più da eroina fumata.

La stessa che in quel bosco in centinaia consumano ogni giorno. Qui arrivano da tutta la Lombardia per acquistarla a pochi euro e c’è chi è disposto anche a prostituirsi pur di averla. Anche la Iena Cizco si è avventurato in un bosco della droga come documentato nel servizio dello scorso 1 novembre 2016 che vi riproponiamo qui sotto. Periodicamente le forze dell’ordine compiono blitz per riportare ordine e sicurezza e negli scorsi mesi si era valutata anche l’ipotesi di tagliare gli alberi nel tentativo di ridimensionare il fenomeno dello spaccio.

Quello di Rogoredo non è l’unico bosco della droga, a nord di Milano c’è il Parco delle Groane frequentato giorno e notte da spacciatori e tossicodipendenti. Qui le persone si sono mobilitate per ripulirlo periodicamente da siringhe e rifiuti lasciati dall’attività di spaccio. Anche noi de Le Iene ci siamo stati e vi abbiamo mostrato com’è la situazione che non accenna purtroppo a migliorare.

Guarda qui sotto per il servizio di Cizco nel boschetto della droga di Rogoredo.

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