>External linkFacebookFacebook MessengerFull ScreenGoogle+InstagramLinkedInNewsmostra di piùTwitterWhatsAppClose
News |

Buche a Roma, la mamma risponde agli hater Facebook della figlia morta

“È colpa sua”: su Facebook sono incredibilmente piovuti anche insulti quando abbiamo raccontato, parlando dell’emergenza buche a Roma, la storia di Elena. Mamma Graziella, che abbiamo conosciuto nel servizio del nostro Cristiano Pasca, ha risposto agli hater della figlia

Bastava tua figlia andasse piano. Non diamo la colpa alle buche, quella strada è così da anni”. E’ soltanto uno dei commenti orribili scritti sotto l’ultimo articolo che abbiamo dedicato sabato scorso all’emergenza buche a Roma. Sono tutti diretti contro una ragazza di 25 anni, contro Elena, morta a Roma per una “maledetta, schifosissima buca”, mentre andava in moto rispettando ogni regola del Codice della strada, limite di velocità compreso. 

Niente da fare, l’abbiamo scritto, l’hanno accertato i Vigili, ma gli hater insistono. “Ma vaffanculo, oramai ci sono. Basta andare piano”, scrive Alessandro. Anche lui accetta le buche presenti da anni e punta il dito contro la ragazza morta lo scorso 6 maggio. 

In fondo è la stessa linea adottata dalla difesa del Comune di Roma, che pare davvero paradossale. In pratica: "Le buche sono note, non sono un evento straordinario, gli utenti della strada devono stare più attenti".

Un altro commento contro Elena è quello lasciato da Guglielmo. “Basta andar piano”, scrive su Facebook. “Il Codice della Strada dice che la velocità deve essere commisurata alla prontezza di riflessi e alla frenata del veicolo ovvero se la strada è fatiscente o sai benissimo che non è una pista come in formula uno, vai piano”.

Guarda qui sotto la gallery con i commenti contro Elena

Buche a Roma, i commenti degli hater di Elena

 
1 di 6

Poi c’è chi se la prende anche con noi, il nostro Cristiano Pasca nel suo servizio ha dato spazio allo sfogo della mamma di Elena, di cui sopra vedete un estratto e che vi riproponiamo integralmente qui sotto Ma qualcuno lo ha interpretato come un attacco alla sindaca Raggi e alla sua giunta. “Voi de Le Iene siete sempre delle merde schifose”, commenta Stefano. “Roma è da sempre piena di buche, quando la ragazza è caduta per la buca in strada la Raggi non era sindaco. Disonesti schifosi, se anche fosse morta quando lei era sindaco pensate che in meno di 2 anni si riasfalta tutta Roma?”.

Alla fine anche mamma Graziella non ce l’ha fatta più e ha risposto direttamente lei a questi commenti aberranti. “Mia figlia sapeva guidare, andava piano e aveva tutte le protezioni, utilizzate da un motociclista esperto eppure è morta. Nello stesso punto, nell'arco di 15 giorni sono cadute altre due persone”. La mamma ripercorre le ore successive alla tragedia: “Ero lì poche ore dopo la sua morte. A parte le radici, c'erano cordoli veri e propri, di aghi di pino ai lati della carreggiata che entravano dentro per una cinquantina di centimetri. Non sono responsabilità dei sindaci precedenti, ma tappeti mortali per i motociclisti”.

Ecco qui tutta la replica della mamma di Elena

Buche a Roma, la mamma di Elena risponde agli hater

 
1 di 2

“Ringrazio Le Iene”, conclude. “Con questi servizi aiutano a salvare la vita a tutti, portando l'attenzione su una situazione che non è più accettabile. Io combatto da quando è morta mia figlia perché non succeda più a nessuno”.

Guarda qui sotto il servizio integrale di Cristiano Pasca “Morire per una maledetta, schifosissima buca”

dopo il nostro servizio
Hatem Moustafa, il padre della ragazza italiana di origini egiziane morta dopo essere stata brutalmente picchiata in Inghilterra da un gruppo di giovanissime bulle come vi abbiamo raccontato con Pablo Trincia, commenta la condanna per due di loro a 8 e 12 mesi: “Una parente mi ha riso in faccia, sono in guerra da solo contro l’Inghilterra, per salvare la mia famiglia: perché l’Italia non mi aiuta?”

Questo sito utilizza cookie tecnici, di profilazione e di marketing, anche di terze parti, per inviarti pubblicità e servizi in linea con le tue preferenze. Per saperne di più o negare il consento a tutti o alcuni cookie CLICCA QUI.
Continuando la navigazione acconsenti all'utilizzo dei cookie.