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Caccia alla volpe in tana con i cani, l'Emilia-Romagna dice sì a questa tortura

Il consiglio regionale dell’Emilia-Romagna ha dato il via libera alla caccia alla volpe in tana. Una pratica crudele per cui numerose associazioni animaliste hanno lanciato petizioni per fermarla, di cui anche noi de Le Iene vi abbiamo parlato

L’Emilia-Romagna dà il via libera alla caccia alla volpe in tana. È stato il consiglio regionale ad approvare la pratica nel piano di controllo per i prossimi cinque anni. Un piano che regola l’attività venatoria e autorizza l’uccisione delle volpi. Gli animalisti protestano e avviano una petizione per chiedere al Parlamento che venga fermato questo orrore.  Anche noi de Le Iene ci siamo occupati di questa pratica che rasenta il sadismo. Una guardia ittico-venatoria, cioè un volontario della tutela degli animali, ci aveva parlato di come avviene la cattura della volpe. Un vero e proprio combattimento tra animali. A volte, anche con l’uso di cani. Un gioco al massacro tra animali, dietro cui il più delle volte c’è l’ombra del bracconaggio, come potete vedere nell’intervista che vi riproponiamo qui sopra.

L’approvazione della legge in Emilia-Romagna rischia di diffondere ancora di più questa pratica. L’Enpa, l’ente nazionale per la protezione animali, ha lanciato un’iniziativa per chiedere al presidente della regione, Stefano Bonaccini, di cancellare la caccia alla volpe in tana. “Confidiamo nel senso di umanità del presidente affinché fermi questa pratica sadica, osteggiata da moltissimi cittadini”, spiegano. “Una pratica in virtù della quale le mamme volpi vengono sbranate dai cani nel tentativo di difendere i propri piccoli all’interno delle loro tane. Neanche per i cuccioli c’è scampo: saranno uccisi dai cani o dalle fame”.

Guarda qui sotto le foto nella gallery dedicata alla caccia alla volpe in tana

Bracconaggio e la caccia alla volpe coi cani

 
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Noi de Le Iene ci siamo occupati di questa pratica attraverso l’esperienza di una guardia volontaria. “La caccia alla volpe è lecita in determinati momenti dell’anno, quella che avviene tra la tarda primavera e l’inizio dell’estate non lo è affatto”, ci ha detto. “È la modalità più cruenta perché c’è un combattimento tra animali che è vietato dal codice penale”. I cani vengono mandati nei cunicoli sotterranei, la volpe tende a fuggire all’esterno dove ad attenderla ci sono i cacciatori. Solitamente è proprio il cane a portare la volpe fuori dalla tana trascinandola per la coda. Così non ha proprio via di scampo.

Morire per una fucilata o sbranati da un branco di cani non è la stessa cosa”, spiega la guardia venatoria. “Anche perché vengono aizzati in maniera furibonda verso gli animali”. Sulla piattaforma change.org è attiva una petizione promossa da Lac e Rifugio Miletta per una legge che impedisca esplicitamente la caccia in tana.

Già 150mila persone l’hanno sottoscritta, cliccando qui.

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