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Calcio: insulti razzisti e rissa tra genitori alla partita dei figli

Il racconto di una partita del campionato Juniores fra i il Marzolara e il Fontanellato, a Parma, sembra un bollettino di guerra: 5 espulsi in campo, cori razzisti, botte tra alcuni genitori dei giocatori e intervento dei carabinieri. Noi ci siamo occupati dei genitori violenti durante gli incontri dei figli con Nicolò De Devitiis

Tutto è cominciato con cinque espulsi in campo. Poi dagli spalti sono partiti i cori razzisti contro un giocatore di colore. E per finire non è mancata la rissa tra i tifosi, molti di loro sono genitori dei ragazzi in campo. Per fermare gli scontri c’è voluto l’intervento dei carabiniere. 

Il bollettino quasi di guerra arriva da un campetto di calcio in provincia di Parma. Tutto è accaduto durante il match del campionato juniores fra i padroni di casa del Marzolara e il Fontanellato.

Purtroppo non serve andare troppo indietro nel tempo per ritrovare questo tipo di comportamenti anche nella massima serie. Il 27 dicembre infatti durante l’ultima partita di serie A Inter-Napoli, Koulibaly era stato pesantemente insultato dai tifosi dell’Inter tanto che persino il sindaco di Milano Sala aveva preso le distanze e chiesto scusa da parte della “Milano sana”.

Il fenomeno della violenza e del razzismo è purtroppo frequente, sempre più spesso, anche nelle categorie inferiori. E sono quasi sempre gli adulti a dare il loro peggio, come è successo solo un mese fa in Calabria

Noi ce ne siamo occupati con il nostro Nicolò De Devitiis. Nel servizio ha intervistato anche i baby calciatori e per fortuna nelle loro parole ha trovato quella maturità che troppo spesso manca ai genitori.

Guardate qui sotto il servizio “Calcio giovanile: genitori che picchiano arbitri, allenatori e altri genitori”. 

Durissime critiche al segretario della Lega in un intervento di un’ora al Senato da parte del premier Giuseppe Conte. Che difende il lavoro del suo esecutivo e annuncia le sue dimissioni dopo il dibattito. Salvini: "Rifarei tutto, per i suoi insulti mi bastava Saviano". Poco dopo le 21 il presidente del Consiglio si dimette ufficialmente

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