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Candidata sindaca bruciata viva: il sicario di Escobar e le atrocità in Colombia

Karina Garcìa, candidata sindaca di Suarez del partito liberale, è stata bruciata viva assieme ad altre cinque persone mentre viaggiava su un’auto blindata. Di delitti, anche politici, in Colombia vi abbiamo parlato intervistando uno dei protagonisti di queste violenze: il sicario di Pablo Escobar “Popeye”

È stata bruciata viva mentre viaggiava nella sua auto blindata la candidata sindaca di Suarez (Colombia). Karina Garcìa, del partito liberale, è morta assieme alla scorta e a un’altra donna, probabilmente la madre, dopo che la macchina dell’Unità nazionale di protezione su cui viaggiavano è stata crivellata di colpi e poi data alle fiamme. Sull’auto erano presenti sette persone, solo una è riuscita a salvarsi. Il governatore del Dipartimento di Cauca, Oscar Campo, ricorda che Suárez è circondata da colture e laboratori per la cocaina e che nel territorio sono attivi un gruppo dissidente delle Farc e la banda criminale dei «Los Pelusos». 

Il delitto politico, due mesi prima delle elezioni regionali del 27 ottobre, scuote la Colombia in un clima sempre più teso, dopo che pochi giorni fa l’ex vicesegretario delle Farc, Iván Márquez, ha annunciato con un video di 32 minuti la ripresa delle armi da parte dell’ala dissidente delle Farc, le Forze armate rivoluzionarie della Colombia che per oltre 50 anni hanno combattuto una guerriglia sanguinosa nel paese.

Noi de Le Iene, con Giulio Golia, vi abbiamo raccontato della violenza che attraversa la Colombia attraverso l’intervista a uno dei protagonisti di questa ferocia: il sicario di Pablo Escobar. La Iena ha incontrato Jhon Jairo Velásquez, “Popeye”, nel servizio del 7 novembre 2017 che potete vedere qui sotto. Uscito dal carcere, il sicario raccontava con modi molto ambigui di voler vivere onestamente dopo 257 omicidi. 

Il sicario di Escobar, arrestato nel 1992, ha scontato 24 anni di carcere per un solo omicidio, sempre di un politico: Luis Carlos Galán, nemico dichiarato dei cartelli della droga, che Popeye ha ucciso nel 1989 a Bogotà durante un comizio davanti a 10 mila persone. È l’unica sua vittima per cui ci ha detto di provare un qualche rimorso. 

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