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CasaPound, rimossa scritta dalla sede di Roma. Raggi: “Ora lo sgombero” | VIDEO

Tolta la scritta dalla sede del movimento di estrema destra: per la sindaca Virginia Raggi è il primo passo verso lo sgombero di CasaPound dal palazzo a sei piani di via Napoleone III a Roma occupato abusivamente da 15 anni. Noi de Le Iene siamo entrati nella fortezza dei “fascisti del terzo millennio” con Filippo Roma

È stata rimossa la scritta “CasaPound” dall’edificio a sei piani di via Napoleone III a Roma, occupato da abusivamente dal 2003 dai "fascisti del terzo millennio". Un primo passo verso lo sgombero che potrebbe avvenire nei prossimi mesi. Filippo Roma, come potete vedere nel servizio qui sopra, è riuscito a entrare nella “fortezza”, salvo venire messo alla porta come potete vedere nel servizio completo qui sopra.

La rimozione della scritta è solo l’inizio. Ora va sgomberato l’immobile e deve essere restituito alle famiglie che ne hanno davvero diritto. Va ripristinata la legalità. Fino in fondo”, ha detto la sindaca Virginia Raggi.

A luglio l’Agenzia del Demanio ha avviato le procedure per lo sgombero, ma i tempi rischiano di essere decisamente lunghi. Noi de Le Iene siamo riusciti a entrare con Filippo Roma nel palazzo fortezza di CasaPound. Lo stabile, del valore di quasi 12 milioni di euro, è di proprietà del Demanio, affidato al Miur e poi occupato. 

La denuncia depositata non prevede solo lo sgombero, ma anche una richiesta di risarcimento a danno degli occupanti, che per anni hanno sottratto allo Stato uno stabile enorme, tra l’altro in una posizione dove gli affitti a Roma sono molto alti.

A Iene.it Davide Di Stefano, responsabile romano del movimento di estrema destra, ha detto in un’intervista esclusiva che CasaPound è disponibile a lasciare l’edificio “se ci propongono un altro immobile adeguato e se sloggiano anche i rossi”.

A Filippo Roma, che aveva chiesto se era legittimo occupare abusivamente uno spazio, Davide Di Stefano di CasaPound aveva risposto: “È un crimine maggiore lasciare che uno stabile resti vuoto”. Ma ora anche per loro la musica sembra essere cambiata.

Torniamo sul caso furbetti della raccolta dei rifiuti di Roma sollevato dall’inchiesta di Filippo Roma e Marco Occhipinti. Lo facciamo perché la sindaca Virginia Raggi continua a dare versioni diverse, sia sull’utilità della nostra segnalazione sia sulla commissione di controllo di Ama che avrebbe dovuto vigilare sugli operatori della raccolta. E crediamo che adesso la capitale meriti risposte definitive

L'ultima puntata

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