>External linkFacebookFacebook MessengerFull ScreenGoogle+InstagramLinkedInNewsmostra di piùTwitterWhatsAppClose
News |

Castrazione chimica contro la pedofilia: funziona davvero? | VIDEO

Attenzione!
La visione di questo video è vietata ai minori. Accedi per verificare i tuoi dati.Ci dispiace, la tua età non ti permette di accedere alla visione di questo contenuto.

Alice Martinelli ci parla di castrazione chimica per combattere la pedofilia. In Svezia una clinica una clinica sta sperimentando un nuovo farmaco 

Chris ha 52 anni e da 10 si sottopone a quella che si chiama castrazione chimica. “Ho abusato sessualmente di adolescenti tra i 12 e i 15 anni”: è il suo racconto dell'orrore. Lo abbiamo conosciuto nel servizio di Alice Martinelli dell’8 maggio 2019 (clicca qui per vederlo). Adescava i ragazzi al Luna Park, regalava gettoni per le giostre e poi abusava di loro: “Dopo non stavo bene, dentro di me sapevo che era sbagliato”. Per questo è stato in carcere dieci anni, ha riconosciuto la malattia e ha deciso di curarsi nell’unico modo che gli avrebbe consentito di uscire di prigione: la castrazione chimica.

Si tratta di una terapia fatta di iniezioni ripetute periodicamente per annientare ogni istinto sessuale. “Da quando mi sottopongo a questa terapia sto meglio, ora sono libero dal carcere e di testa, il pensiero dei bambini non mi assilla più”. La terapia è pagata dallo Stato e ogni anno gli fanno le analisi del sangue per controllare che faccia le punture previste. A livello fisico dice di non avere subìto cambiamenti clamorosi ma la sua vita è cambiata radicalmente. “Vivo come una persona normale”, sostiene. Chris può avere erezioni, potrebbe quindi fare sesso con un partner sessuale adulto consenziente ma ciò gli richiede “impegno e concentrazione”. Per questo non ha una fidanzata: sarebbe strano, ci dice, spiegare perché ci vuole così tanto per avere l’erezione.

In Europa si possono sottoporre a queste cure solo persone che hanno già compiuto crimini sessuali, ma in Svezia provano a intercettare i pedofili prima dei reati. Ne hanno già "reclutati" 55. “Incontriamo pazienti con problemi sessuali”, spiega lo psichiatra Christofer Rahm. “Noi li conosciamo e li curiamo con psicoterapia o farmaci”. Qui stanno sperimentando un farmaco che potrebbe essere migliore della castrazione chimica. “È più veloce, funziona in due giorni e il suo effetto dura 3 mesi. E non ha aumento iniziale di testosterone come gli altri farmaci. Ben 19 dei nostri 55 pazienti hanno figli, alcuni hanno distorsioni cognitive quindi non realizzano del tutto l’entità del problema”. “Reclutarli” non è stato facile, perché tutti si sono mossi in maniera volontaria. In media hanno circa 45 anni e hanno scoperto di essere pedofili all’età di 15. 

Ci rivela anche un altro dettaglio spesso sottovalutato: “Un paziente su 10 è donna. Essere abusato sessualmente da una donna è molto più comune di quanto si pensi. Sono abusi psicologici, palpeggiamenti”, dice Rahm.

Torniamo da Chris che abbiamo incontrato un anno fa. L'orrore dei suoi racconti è lo stesso: “Anch’io all’inizio mi dicevo che non ero un pedofilo, ma poi quelle fantasie le ho messe in pratica. Quello che non ricevevo dagli adulti, lo cercavo nei bambini. Ci sono pedofili che sopprimono l’idea per tutta la vita fermandosi alle fantasie, ma ci sono anche quelli che fanno esplodere la bomba”. Quanto alla castrazione chimica sembra avere le idee chiare: “Non serve a nulla se non si è pronti mentalmente”. 

 

Questo sito utilizza cookie tecnici, di profilazione e di marketing, anche di terze parti, per inviarti pubblicità e servizi in linea con le tue preferenze. Per saperne di più o negare il consento a tutti o alcuni cookie CLICCA QUI.
Continuando la navigazione acconsenti all'utilizzo dei cookie.