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Chemioterapia negata, muore di tumore a 17 anni: genitori condannati

Hanno curato la figlia 17enne malata di tumore con il “metodo Hamer” senza ricorrere alla chemioterapia. Il tribunale di Padova ha condannato a due anni di reclusione i genitori di Eleonora Bottaro

“Avevano il preciso dovere di attivarsi per garantire alla figlia il diritto primario, quello di vivere”. Invece così non è stato. È quanto scritto nelle motivazioni alla condanna dei genitori di Eleonora Bottaro, che vedete nella foto qui sopra. La ragazza appena 17enne è morta di tumore perché i suoi genitori hanno optato per il “metodo Hamer” senza ricorrere alla chemioterapia.

Il tribunale di Padova ha condannato a due anni di reclusione Lino Bottaro e Rita Benin perché “hanno fatto tutto quanto era in loro potere per sottrarre Eleonora alle cure che la potevano guarire lasciandola in una falsa convinzione di guarigione”, scrivono i giudici. “Sottrarre la figlia all’unica cura che la scienza medica conosce e con elevata possibilità di successo, non è una scelta che risponda a prudenza e perizia”.

Per casi purtroppo simili a metà luglio è stato chiesto il rinvio a giudizio della dottoressa di Tertenia, in provincia di Nuoro, Alba Veronica Puddu, finita sotto inchiesta dopo il servizio di Silvio Schembri di fine 2017, che trovate in fondo all’articolo.

La chirurga estetica, che sosteneva di curare i tumori con una terapia a ultrasuoni, è indagata per omicidio doloso, omicidio volontario, circonvenzione di incapace, truffa aggravata e lesioni colpose aggravate.

La sua terapia a ultrasuoni, oltre a non aver prodotto alcun effetto positivo sui malati, in due circostanze ne potrebbe avere provocato di fatto la morte con l’esclusione di altre terapie.

Un paziente aveva un tumore al fegato e all’intestino. Alba Puddu l'avrebbe illuso sostenendo di poterlo curare con gli ultrasuoni e suggerendogli di interrompere la chemioterapia. Le condizioni del paziente erano pian piano peggiorate fino ad arrivare al decesso, avvenuto proprio nello studio della dottoressa.

La consulenza medico-legale richiesta dal pm però ha escluso il nesso di causalità tra la condotta della dottoressa Puddu e i due decessi, ma ha accertato che i cicli di "cure" praticati ai pazienti erano del tutto inutili.

“In Sardegna è diventata famosa perché affermava di poter curare qualunque patologia”, ci aveva detto Angelica, mamma di un ragazzo affetto dalla sindrome di Tourette. Alba Puddu, per curare suo figlio, le aveva spacciato come cura alcuni rimedi utilizzati di solito per ringiovanire la pelle.

E Angelica non era stata l’unica a contattarci. LavIena si era fatta visitare dalla dottoressa, che gli aveva diagnosticato un tumore al pancreas, in realtà inesistente, suggerendogli la sua cura con gli ultrasuoni. “Il principio della tecnica è l'oncotermia. Quando mando del calore sulle cellule tumorali, che hanno un dna instabile, le faccio scoppiare. Come io faccio scoppiare la massa, lei perde il tumore”, aveva detto Alba Puddu dopo la diagnosi.

Aveva anche suggerito a Silvio Schembri di diffidare della chemioterapia: “Io sono contraria alla chemio perché se lei si risolve il problema del linfoma, poi le viene un altro tumore”. Confermando così le segnalazioni che molti suoi pazienti ci avevano inviato.

Dopo il nostro servizio, che trovate qui sotto, è stata radiata dall’Albo dei medici ed è finita a processo.

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