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Consegna cibo a domicilio: muore rider travolto da volante della polizia

Un altro rider del cibo a domicilio è morto durante una consegna a Bologna mentre quattro sono rimasti feriti a Milano. Anche noi de Le Iene ci siamo occupati delle loro condizioni di lavoro che potrebbero migliorare con la legge sul salario minimo garantito, ma Lega e Movimento 5 Stelle non hanno ancora trovato la quadra

Morire per una consegna da pochi euro, un dramma che riguarda i rider del cibo a domicilio. Uno di loro è morto a Bologna, altri quattro sono rimasti feriti sulle strade di Milano. Sono le vittime dei sistemi di ranking e rating con cui lavorano ogni giorno, come hanno raccontato loro stessi ai nostri Stefano Corti e Alessandro Onnis che li hanno invitati a casa e con il sorriso sono riusciti a capire che cosa ci sia dietro al loro lavoro, come potete vedere nel servizio qui sopra. Una via di miglioramento sarebbe quella del salario minimo garantito, annunciato dal Governo, ma per cui Lega e Movimento 5 Stelle non hanno ancora trovato la quadra.

Intanto che loro litigano, domenica è morto un altro fattorino. Si chiamava Mario, 51 anni, di giorno faceva il postino e nei fine settimana era impegnato nelle consegne a Bologna. Domenica scorsa è stato investito da una volante della Polizia, che aveva i lampeggianti accesi per un intervento in via Stalingrado. “Di precarietà si muore tutti i giorni e ci dimostra quanto sia profondo il ‘paradosso del rider’ che muoiono in strada, pur non essendo riconosciuti come lavoratori a tutti gli effetti”, dicono alcuni di loro tramite la pagina Facebook Deliverance Milano. “E’ una questione di vita o di morte e nessuno deve e potrà più fingere di non sapere, girandosi dall'altra parte”.

A Milano altri quattro rider sono rimasti feriti durante le consegne. Pochi giorni fa, qualcuno ha realizzato scritte di protesta fuori dalla sede di Glovo, una multinazionale che gestisce la consegna del cibo a domicilio. “Non si muore per un panino”, è solo uno dei messaggi anonimi comparsi nel quartiere di Precotto.

Proprio da Milano arrivano le richieste dei rider. “Chiediamo una copertura assicurativa adeguata e la manutenzione delle strade nei punti segnalati, in cui è attestato un dissesto, oltre al salario minimo garantito di 12 euro all’ora”. Quest’ultimo li farebbe uscire da quella situazione che ha tutti i contorni del ricatto dettato dal lavoro a cottimo. “Andremmo meno velocemente e saremmo retribuiti per il nostro lavoro”, dicono alcuni rider. “I sistemi di ranking e rating discriminano i lavoratori e li spingono a una logica di prestazione in cui velocità e quantità sono l’unica cosa che conta a discapito della qualità del servizio e della salute del lavoratore”.

Nella legge sul salario minimo a 9 euro all’ora è prevista una norma sui rider, ma Lega e Movimento 5 Stelle non hanno ancora trovato la quadra. Intanto i fattorini continuano a essere esposti ai pericoli della strada che in alcuni casi per loro sono fatali.

Torniamo sul caso furbetti della raccolta dei rifiuti di Roma sollevato dall’inchiesta di Filippo Roma e Marco Occhipinti. Lo facciamo perché la sindaca Virginia Raggi continua a dare versioni diverse, sia sull’utilità della nostra segnalazione sia sulla commissione di controllo di Ama che avrebbe dovuto vigilare sugli operatori della raccolta. E crediamo che adesso la capitale meriti risposte definitive

L'ultima puntata

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