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Don Puglisi, l'anniversario e quelle telefonate che annunciavano l'omicidio

L’amico e vicino di casa di don Pino Puglisi, 26 anni dopo l’assassinio del prete antimafia, racconta come per un errore avesse ricevuto lui le telefonate con minacce di morte. Dopo poco tempo, il sacerdote di Brancaccio, nella periferia di Palermo, è stato ucciso. Noi de Le Iene siamo stati nel centro fondato dal sacerdote in aiuto a minori, mamme maltrattate e detenuti

I killer di don Pino Puglisi sbagliarono numero di telefono chiamando, e minacciando di morte, il vicino di casa del sacerdote. Pippo De Pasquale racconta a Repubblica il dettaglio nei giorni in cui si ricordano i 26 anni dalla morte del prete che voleva cambiare Brancaccio, il quartiere di Palermo fortemente segnato da mafia e degrado. Noi de Le Iene siamo stati nel centro Padre Nostro che don Pino aveva aperto per aiutare soprattutto giovani, donne e detenuti come potete vedere qui sopra nel servizio di Giulio Golia.

Dopo l’agguato del 15 settembre 1993, killer e mandanti sono stati condannati. “Il mio numero era 471531, il suo invece 472531, quindi è chiaro che qualcuno ha sbagliato a digitare il numero”, dice Pippo De Pasquale, amico e vicino di casa del prete. “Ricevevo telefonate con saluti sarcastici, l’ultima è stata la più pesante: mi hanno minacciato di morte. Ho riferito tutto questo a Pino, mi ha detto candidamente: più di uccidermi non possono fare”.

Ieri Palermo si è fermata per ricordare don Pino Puglisi che è diventato un simbolo della lotta alla mafia perché educava i più giovani alla legalità. Il sacerdote di Brancaccio aveva avviato il centro Padre Nostro. “In questa associazione ci sono molti ragazzi che stanno capendo che la vita non è fatta di violenza e degrado, ma di pace, fraternità e collaborazione”, diceva.

Con Giulio Golia siamo stati a conoscere gli ospiti del centro. “Lui voleva un posto dove i ragazzi e gli anziani potevano vivere la loro giornata in sicurezza. Ma anche i detenuti e le mamme vittime di abusi e maltrattamenti”, diceva nel 2016 il presidente dell’associazione Maurizio Artale.

Due anni dopo, anche lui è stato minacciato: “Hanno fatto bene ad ammazzare don Pino Puglisi”. Questa volta era stato Ismaele La Vardera a interessarsi del centro Padre Nostro. La Iena ha incontrato l’uomo che ha minacciato Artale, David, che nega tuto ma si rifiuta di dire che “la mafia fa schifo”. Alla fine, grazie all’intervento de Le Iene chiede scusa al presidente dell’associazione di Padre Puglisi: “Non hanno fatto bene a ucciderlo perché non lo meritava, era una persona che si metteva a disposizione di tutta la gente”.

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