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Morta per una buca: l'ultimo saluto a Elena a un anno dall'incidente

Un anno dopo l’incidente in moto lungo la Ostiense a Roma, è stato dato questa mattina l'ultimo saluto a Elena Aubry morta a 25 anni per una buca. Cristiano Pasca ha raccontato la battaglia della mamma, Graziella Viviano, che continua a chiedere verità

È stato dato questa mattina l'ultimo saluto a Elena Aubry, la ragazza che un anno fa ha perso la vita lungo la Ostiense a Roma in un tragico incidente stradale con la sua moto. Anche noi de Le Iene, abbiamo cercato di fare luce per una maledettissima buca sulla sua morte avvenuta ad appena 25 anni. Cristiano Pasca ha incontrato Graziella Viviano, la mamma che chiede verità sugli ultimi istanti di vita della figlia, come potete vedere nel servizio qui sopra.

La porto in braccio per l’ultima volta”, così la donna ha salutato per l’ultima volta Elena stringendo tra le sue braccia l’urna con le ceneri della ragazza durante l’ultimo viaggio verso il cimitero di Verano. La Procura di Roma ha riconsegnato la salma alla famiglia solo nell’ultima settimana.

“Avrò veramente bisogno di molta forza e soprattutto di tutto il vostro affetto. Prenderò in braccio mia figlia, per l'ultima volta. L'ho fatto, da mamma, tante volte ma in questo modo non avrei voluto mai…”, con queste parole nelle ultime ore la mamma ha dato l’annuncio della tumulazione nella Cappella di Maria della Misericordia a Roma.

E’ il 6 maggio 2018, Elena è in sella alla sua moto lungo la via Ostiense nella Capitale. Sbanda forse a causa delle radici degli alberi lungo la carreggiata e delle numerose disconnessioni e buche presenti. L’impatto è violentissimo e la 25enne muore sul colpo.

Mia figlia sapeva guidare, andava piano e aveva tutte le protezioni, utilizzate da un motociclista esperto, eppure è morta. Nello stesso punto, nell'arco di 15 giorni sono cadute altre due persone”, sostiene Graziella.

Delle condizioni in cui versa quella strada, come altre strade romane, la mamma di Elena aveva detto: “Ero lì poche ore dopo la sua morte. A parte le radici, c'erano cordoli veri e propri, di aghi di pino ai lati della carreggiata che entravano dentro per una cinquantina di centimetri. Non sono responsabilità dei sindaci precedenti, ma tappeti mortali per i motociclisti”.

Graziella non si dà pace. Inizia la sua battaglia alla ricerca della verità sulla morte della figlia. Al suo fianco c’è anche il ministro dei Trasporti Danilo Toninelli.

È assurdo morire per colpa di un guardrail che dovrebbe proteggerti. Ancora più assurdo pensare che ciò accada non per un problema di soldi, ma soltanto perché manca una norma che obblighi chi gestisce le strade a installare una protezione adatta a scooteristi e motociclisti”, ha detto Toninelli.

Le indagini sono tuttora in corso e intanto oggi mamma Graziella ha potuto dare l’ultimo saluto alla ragazza morta a 25 anni per una maledettissima buca.

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