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Sfregiò l'ex con l'acido: no al patteggiamento, Sara Del Mastro a processo

Il gup del tribunale di Busto Arsizio ha respinto la richiesta di patteggiamento. La 38enne che lo scorso 7 maggio ha sfregiato con l’acido l’ex dovrà essere processata. In aula era presente anche la vittima, Giuseppe Morgante. Veronica Ruggeri aveva incontrato entrambi prima di una tragedia che ci siamo trovati a seguire praticamente in diretta

Niente patteggiamento per una condanna a 5 anni di carcere: il gup del tribunale di Busto Arsizio ha detto no alla richiesta di Sara Del Mastro, la 38enne che lo scorso 7 maggio a Legnano (Milano) ha sfregiato con l’acido l’ex, Giuseppe Morgante. La donna dovrà andare ora a processo, la prima udienza è prevista per il 14 gennaio.

Noi de Le Iene ci siamo trovati a seguire il dramma praticamente in diretta con Veronica Ruggeri, che aveva appena intervistato i due per il lungo e allucinante stalking con 800 chiamate e messaggi al giorno a cui era stato sottoposto il 30enne, come potete vedere nel primo servizio qui sopra. Abbiamo pubblicato anche il video che ha girato pochi momenti prima dell’aggressione e abbiamo incontrato Giuseppe subito dopo in ospedale. E di nuovo a fine ottobre.

A distanza di oltre 7 mesi, stamattina i due si sono ritrovati nella stessa aula del tribunale di Busto Arsizio. Del Mastro si è presentata con un cappuccio sopra la testa per non farsi fotografare. “Rideva, o sogghignava, non lo so. Non l‘ho guardata, mi sono messo di spalle apposta perché non volevo nemmeno vederla”, ha detto Giuseppe che in questi mesi si è sottoposto a operazioni e sta cercando in tutti i modi di ricostruirsi una nuova vita. 

“Il giudice ha detto che la pena di 5 anni non era congrua”, ha spiegato Domenico Musicco, il legale di Giuseppe. “Sono soddisfatto, ora vedremo il processo”.

Noi de Le Iene abbiamo seguito questa vicenda settimane prima dell’aggressione. È stato lo stesso Giuseppe a contattarci, esausto da quello stalking. I due ragazzi si erano frequentati per poco tempo, poi lei ha iniziato a perseguitarlo. Lo pedinava, gli tagliava le gomme della macchina, nonostante una denuncia. Agli occhi di Sara, lui era il più bello del mondo. Per questo forse ha voluto rovinare quella bellezza.

Nonostante il nostro intervento, lei continuava a ossessionarlo. E lui iniziava a pensare al peggio. Tanto che la sera dell’aggressione, quando vede per l’ennesima volta la macchina di Sara che lo segue, ha un presentimento: “Che cazzo ha in testa, non è che mi butta addosso l’acido”, ha detto lui registrando un video 5 minuti prima di finire sfigurato. Subito dopo l'attacco Giuseppe viene portato d’emergenza al pronto soccorso e lei va a costituirsi dai carabinieri. 

In questi mesi Giuseppe si è sottoposto a quattro operazioni, come ci ha raccontato nel secondo servizio di Veronica Ruggeri che potete vedere più sopra. La prima è stata al viso, poi al petto e all’occhio destro. “Mi dicono che la retina, ma io vedo sfocato”, dice Giuseppe. Sotto al collo invece la pelle ustionata si è rimarginata in maniera sbagliata. E ha creato un grosso cordone nella cicatrice che tira il labbro. In questi mesi gli hanno fatto degli innesti di pelle prendendola da gambe e braccia per metterli sul petto, collo e faccia. 

“Ora sento sul mio corpo come la cera delle candele che tira da ogni parte”, spiega Giuseppe quella sensazione che lo accompagna ormai da quasi sei mesi. La sua vita è cambiata in ogni azione. La notte deve mettere una maschera per tenere ferma la faccia e invece durante la giornata ha bisogno di un divaricatore in bocca. E poi c’è anche la fisioterapia, ma quella privata ha un costo. Come tutti gli interventi di chirurgia estetica che potrebbero sistemare i segni lasciati dall’acido. Lui ora non lavora e ad aiutarlo in qualche spesa c’è l’associazione del papà di Stefano Savi: “Mi hanno pagato loro, altrimenti erano 2mila euro. Sono tutte spese di cui ti devi far carico tu, non c’è nessuna assicurazione che ti copre”.

Dopo il nostro servizio, in tantissimi ci avete proposto di avviare una raccolta fondi per sostenere le cure di Giuseppe. Chiunque può continuare a donare direttamente sulla piattaforma Gofundme cliccando qui.

L'ultima puntata

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